Accettare la sofferenza.

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E' solo imparando ad accettare la sofferenza, che si cresce.   La sindrome del puer aeternus, oggi così diffusa, è dovuta proprio a questo.  Non si cresce, si resta psicologicamente bambini perchè invece di affrontare il dolore e la sofferenza - inevitabili in questa vita - si preferisce evitarli.  Costruirsi una specie di piccolo paradiso artificiale, assai labile, che tentiamo di rendere impermeabile alle intemperie esterne.

Con scarso successo. A nessuno fa piacere soffrire, e tutti vorremmo per noi, e per i nostri cari, una vita esente da qualsiasi tipo di ombra.  Ma una regola che si sperimenta facilmente è questa: più si fa finta che la sofferenza e il dolore non esistano, più essi si sedimentano in zone sempre più oscure della nostra anima, producendo effetti dannosi, anche 'a rilascio', cioè molto tempo dopo che essi si sono manifestati.

Ma affrontare la sofferenza, attraversarla e scoprire i frutti positivi - molti - che ci può portare in questa vita, è assai difficile, specie in una società oramai completamente orientata verso la cancellazione della sofferenza, e l'esaltazione del divertimento a tutti i costi.   La sofferenza, specie quella psicologica, viene allora spinta in recessi sempre più profondi, sempre più nascosti agli altri.   La sofferenza oggi - mostrarla - è il vero tabù.  

La si nasconde come se fosse una colpa.  E la colpa diventa vergogna.  Essere sofferenti è mostrare una debolezza agli altri.  

Quando la sofferenza personale diventa insostenibile, proprio perchè del tutto repressa, ecco allora che arrivano quei momenti che noi chiamiamo 'crisi' (che nella etimologia greca significano 'scelta'), passaggi assai dolorosi, nei quali però, chissà come fioriscono spesso le cose più belle della nostra vita.

Il Cristianesimo è stato a lungo accusato - lo è anche adesso, anche se esso è divenuto molto meno rilevante che nel passato - di essere una religione fondata su una specie di esaltazione del dolore.

Eppure, chi conosce appena un poco i testi, sa che Gesù Cristo non dice mai che 'è bello soffrire', ma che la sofferenza è semmai una strada per giungere alla verità - tesi che molti psicologi e psico-analisti in termini laici sottoscriverebbero subito -

Ora vengo a Te, dice in Gv. 17,13 nell'emozionante preghiera per i discepoli, prima dell'arresto, e queste cose dico mentre sono nel mondo, affinchè abbiano in loro la mia gioia in pienezza.

Ciao a tutti, Fabrizio.

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  • nickname Commento numero 1 su Accettare la sofferenza.

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    Ancora una volta, ci doni uno splendido post. Scritto il Date —

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    Grazie PDM !F. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Accettare la sofferenza.

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    A Fabbri,Quando ce lo metti un post che un po' meno piagnucolone? Rigurdati gli utlimi temi che hai scelto tu stesso: non ti pare che a uno normale gli viene voglia di toccare ferro co' tutte ste sofferenze dette e esalatate senza un sorriso?Ti ricordi del film Mash, di Robert Altman? E' un film che parla della sofferenza e dell' assurdità del male in modo sublime, ma senza piagnistei! Vi ricordate di come è morto Seneca e di quello che ha detto a chi piangeva nel momento in cui si dissanguava?Cerchamo di  seguire i buoni esempi! Su con la vita, che è quella che è, dunque "dukkha", come diceva un'altro (buono pure quello!)Saluti stoici Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Accettare la sofferenza.

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    Non mi sembrava mica tanto di aver piagnucolato. L'intento, anzi, era un altro. Ma ad uno stoico mica si riesce a far sentire questa campana..Io, da battezzato, mi tengo la mia croce.  ...però mi vado pure a vedere Altman, con grande gusto. :)) F. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Accettare la sofferenza.

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    Fabbrizio la sofferenza e' come dici tu fonte di luce ,ti fa' cambiare,ti fa' valutare le cose semplici,ti fa' o passare dalla parte del bene puro ,oppure inabbissare nel male piu' profondo e spregiudicato,bello il riferimento a quel verso della bibbia ,Mauro è vero noi cattolici quando parliam di Cristo siamo al quanto tristi ,perdonaci ma ce l'hanno massacrato(ma condivido il tuo punto di vista di come affrontare la vita con gioia).La vita e' bellissima ma bisogna comprendere la sofferenza,altrimenti non si comprende la stessa vita. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Accettare la sofferenza.

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    Grazie Massimo.  Attraversare la sofferenza sarà 'demodè', ma a volte capita...F. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Accettare la sofferenza.

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    riporto alcuni pensieri di Padre Pio (so che bisognerebbe chiamarlo San Pio, ma mi è troppo caro in quanto Padre) che ha scelto di fare  della sofferenza il suo pane quotidiano e che riprendono quanto espresso da Faber e da Massimo... in queste parole  vedo la capacità di comprendere accettare vivere offrire far fruttificare  la sofferenza "Non vogliamo persuaderci che la sofferenza è necessaria all'anima nostra; che la croce deve essere il nostro pane quotidiano. Come il corpo ha bisogno di nutrimento, così l'anima ha bisogno della croce, giorno per giorno, per purificarsi e distaccarsi dalle creature. Non vogliamo comprendere che Dio non vuole, non può salvarci nè santificarci senza la croce e più egli attira a sè un'anima, più la purifica per mezzo della croce" "Su questa terra ognuno ha la sua croce, ma dobbiamo fare in modo di non essere il cattivo ladrone, bensì il buon ladrone" "Gesù nella vita non ti chiede di portare con lui la pesante croce, ma un piccolo pezzo della sua croce; pezzo che si compendia nei dolori umani"    Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Accettare la sofferenza.

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    Grazie Philos, per la saggezza semplice di Pio.F. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Accettare la sofferenza.

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    «Non credere però che lutto e pianto siano nomi vani per noi, perché, come la nostra religione c’insegna, partecipiamo al comune affanno e piangiamo le sventure altrui; ma nelle nostre lacrime c’è una dolcezza a voi sconosciuta: c’è la certezza che un giorno, quando lasceremo questa terra, ritroveremo i nostri cari che morirono e muoiono per la verità. Pietro e Paolo non sono morti, ma rinati alla gloria; noi li vediamo con gli occhi dell’anima e, pur piangendoli talvolta, godiamo della loro letizia. Sì, mio caro, noi ci sentiamo felici d’una felicità che nulla al mondo ci può togliere perché la morte stessa, che è per voi la fine e l’oblio di ogni cosa, è per noi un passaggio alla quiete, all’amore, alla beatitudine eterna».Sembrerebbe una citazione tratta dai Padri della Chiesa, e invece l'autore è Henryk Sienkiewicz e il brano proposto prima è tratto dal suo romanzo più celebre: “Quo vadis?”. Sienkiewicz, nella dinamica narrativa del suo romanzo – che varrà allo scrittore polacco un successo di fama mondiale – mette in evidenza la forza e l’efficacia dell’annuncio cristiano, che si manifestano, paradossalmente, attraverso sofferenze e sconfitte.  Un caro abbraccio a tutti voiMichelangelo  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Accettare la sofferenza.

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    Cosa che risultava - e risulta ancora oggi - intollerabile da accettare, per chi sofferenza e sconfitte vorrebbe veder cancellate dall'economia della vita. Grazie davvero, Michelangelo.F. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Accettare la sofferenza.

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    Commento all frase di Massimo Fiorillo: "Mauro è vero noi cattolici quando parliam di Cristo siamo al quanto tristi ,perdonaci ma ce l'hanno massacrato".Finché la pietà e il dolore saranno di parte, e si considerà che ci sono morti che, pur non avndoli conosciuti personalmente, "ci" hanno massacrato e massacri che "ci" toccano meno, vedo male l'avvenire dell'umanità... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Accettare la sofferenza.

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    Mauro R. SOTTOSCRIVO Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Accettare la sofferenza.

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    La grandissima superiorità degli antichi spicca anche per la sua umanità verso gli ammalati, mentre il papato si è sempre accanito ad accrescere le altrui sofferenze, per meglio estorcer agli atterriti infermi e moribondi sonanti rutilanti soldoni. Dopo aver sempre dileggiato, vilipeso e rapinato gli epilettici, tuttora continua a spaventarli e ricattarli, come Sua Suinità Woitjla,  grugniva investendoli con l’epiteto d’indemoniati. Al contrario, i pagani non speculavano sul dolore e l’infermità altrui, bensì ne provavano compassione e rispetto. Quanto all’epilessia, la ritenevano un male sacro, un segno di predilezione divina, di cui fece buona prova pure Giulio Cesare. In medicina e chirurgia erano assai progrediti. Possedevano rimedî efficacissimi, specie per le affezioni agli occhi. La cassetta di ferri ritrovata a Pompei prova l’altissimo livello della loro scienza chirurgica, dalla perfidia pretesca poi dannata e punita come demoniaca. Ercolano ci restituisce uno strumento per le operazioni al cervello, di cui solo ora se n’è reinventato uno simile. Usavano di norma l’anestesia, mentre i papi, sempre accaniti nel far quattrini sui sofferenti, tuttora la combattono come arma demoniaca  e turpemente inneggiano al dolore salvifico (v. omonima enciclica di Woitjla). L’anestesia è stata riscoperta, dopo incalcolabili pene fatte infliggere dal clero a malati e moribondi per terrorizzarli e favorirne l’estorsione, soltanto verso la metà del XIX secolo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Accettare la sofferenza.

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    Mauro ,non penso a una distinsione tra morti ,ma a dei valori cardini della mia credenza ,Cristo per me è il punto di riferimento per arrivare alla vita eterna,ogni sofferenza umana viene messa da me sullo stesso piano ,ma Gesù Cristo non e' per me un semplice uomo.In me sento che la strada Cattolica e quella giusta ,sento che si eleva l'anima quando prego ,è abbiamo (io e mia moglie) avuto un'esperienza diretta di illuminazione divina ,per grazia di Dio ,per questo ti parlo del massacro da Gesu' subito. Lo so che difficile da credere per chi ha altre idee oppure un diverso credo come,lo ero io fino a 8 mesi fa'.   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Accettare la sofferenza.

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    Vabbé, Massimo, è chiaro che non ti posso seguire: non ti offendi, vero? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Accettare la sofferenza.

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    No non mi offendo assolutamente ,e' un piacere interlocuire con te che hai un punto di vista diverso dal mio .  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Accettare la sofferenza.

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    Philos ,quella citazione di San Pio e' bellissima ,ottima idea citarla. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su Accettare la sofferenza.

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    grazie Massimo, sono contenta che ti sia piaciuta :-) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su Accettare la sofferenza.

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    Per farci bere le stigmate miracolose, il mentitore di Pietralcina fatto santo da Woitjla nascondeva i palmi sotto un paio di ridicoli mezzi guanti. Quando fu operato d’ernia, affinché i sanitarî non scoprissero il volgare trucco due fratacchioni gli si piantarono ai lati sempre stringendogli, senza mollarle un istante per volere divino, le mani inguantate in ogni fase dell’intervento. E la grottesca esibizione fu interamente filmata. Autentico show da fiera,  attestante l’abissale imbecillità dei creduli nel catto-dio che imprime piaghe a prova di santità sollevando vespai nei cinque continenti, ma poi vieta a tutti di sincerarsi di tanto strombazzato miracolo. Morto il truculento nonché villanissimo impostore, per scansare lo spettacolo ridicolo di un santo eternamente semi-inguantato, tutti i frati grideranno al miracolo dell’improvvisa sparizione, a causa d’imperscrutabili disegni divini, delle da sempre decantatissime  stigmate. Che perciò nessuno poté mai vedere ad eccezione (a loro impudente detta) dei sacri imbroglioni, né prima né dopo la sua trionfale ascesa al cielo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su Accettare la sofferenza.

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    La sofferenza e` solo una scelta. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su Accettare la sofferenza.

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    innanzitutto il caro gesù.... ci ha fatto vedere cosa si può sostenere senza fiatare e non di certo l'ha fatto per fare il figo e se è esistito non era certo a guardare le farfalle che volano come certi svampiti che vanno in giro a fare i miracolati..... aveva la pace nel cuore ma di certo vedeva tanto da fare e da migliorare infatti ascoltava power metal dal mattino alla sera e soprattuto durante la via crucis con le auricolari. Passiamo alla sofferenza la vita è sofferenza e fatica...... anche per fare sesso si fa fatica solo che la si accetta volentieri allora la morale dove sta nella fede nella vita innanzitutto perchè se no ciao a tutti e chi si è visto si è visto e poi nel vedere che varcando la soglia della sofferenza ci siamo ancora  e non c'è bisogno di scappare o di cambiare strada a meno che non ci si senta uomini liberi perchè allora si è pieni di controcazzi e col culo che soffro no? un mex un po rude scritto alla svelta e non riletto ma so che la sofferenza è nulla il problema al massimo è cosa c'è dopo aver sofferto ma se lo si ritiene un passo da fare just do it penso che se ognuno di noi avesse rispetto per la sua volontà e per quella degli altri tutto sarebbe a posto solo che tanta gente fa fatica a rispettare se stesso per cui trova scuse fino a diventare nichilista o con i piedi per aria Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su Accettare la sofferenza.

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    cacchio ho visto adesso chi è girolamo savonarola... i misteri della mente Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 23 su Accettare la sofferenza.

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    sono convinto che la sofferenza debba essere vissuta...ma adesso sinceramente cerco solo una ragione che mi permetta di desiderare di smettere di soffrire.come bisogna comportarsi quando l'unica fine della propria sofferenza è rappresentata dalla causa della sofferenza stessa? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 24 su Accettare la sofferenza.

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    nell'Amore Incondizionato c'è la fine della sofferenza, ma anche della propria identità personale...questa mi sembra l'unica causa della sofferenza e del rifiuto dell'Amore sempre presente: l'attaccamento all'idea di sé stessi, il dissolvimento dell'identificazione nell'impersonalità del puro essere... il rifiuto di "morire prima di morire", come direbbero i Sufi...o come diceva Nisargadatta:"la libertà non è dell'individuo ma dall'individuo". Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 25 su Accettare la sofferenza.

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    a fabbrizio scusa se ti disturbo ma dimmi una cosa. uno dovrebbe accettare la sofferenta e lo fa. ma se dopo non riesce a superarla? se si chiude dentro se' e non riesce piu' a riprendersi? se passano giorni e giorni e lui non riesce piu' a sorridere? se non c'e nessuno ad aiutarlo e a dargli la forta per andare avanti? allora cosa deve fare? ha accettato il dolore e poi non sa piu' come uscirne... si sente come chiuso in una gabbia oscura e... come dovrebbe fare per vedere la anche la parte bella della vita e a godere dei suoi momenti piu' belli? aspetto la tua risposta. grazie Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 26 su Accettare la sofferenza.

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    Penso che sia molto vero che viviamo in una società (quella occidentale ricca e sprecona per intenderci) che rifiuta e "rimuove" la sofferenza in ogni sua forma.........e che rifiuta in modo più "sfumato" ogni "differenza".....stiamo andando più velocemente di quanto non crediamo verso l'"omologazione" e/o la "formattazione" delle masse........Ma, vorrei provare a "ribaltare" la riflessione e suggerire che ci stiamo dimenticando anche di cosa sia la GIOIA. Per fortuna (anche se non sono per nulla credente, nè tantomeno cattolica) sono felice di poter ancora sentire dentro di me che.......la vita è un miracolo e che, (se noi stessi non continuiamo a coprirla di immondizie mentali e materiali) tutta la sua infinita bellezza è con noi in ogni respiro, in ogni battito del nostro cuore.E......., alla faccia di tutti i sacrifici e le sofferenze che la formattazione delle religioni ed i veleni delle ideologie ci hanno inculcato........, penso che .......all'origine eravamo pura gioia...........ma essere infelici "dà più sicurezza"............, la gioia non la puoi "controllare", nè "possedere", si nutre di libertà......e di coraggio. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 27 su Accettare la sofferenza.

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    GRAZIE!!!!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 28 su Accettare la sofferenza.

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    La sofferenza... Dal latino: \"sub fero\". Lascio la traduzione a chi avesse voglia di dare sfoggio di cultura. E\' sintomatico, in ogni caso, che ne faccia uso Virgilio, nell\'Eneide. Ho letto considerazioni ovvie, spese in un senso, oppure in quello esattamente opposto. Nulla che possa condurci al di la del \"sub ferre\", oltre la logica limitante, imbarbarita e disumana (intendendola in ogni suo più ampio spettro o, se si vuole, segmento dell\'esistenza, da quella naturale, a quella filosofica, a quella spirituale, etc...) della \"conservazione per\", o di quella \"verso\". Niente di più insulso. Nulla di più falso. Se un compito è assegnato all\'umanità, per la sua presenza nell\'infinito spazio e nell\'infinito tempo, questo è tutt\'altro. L\'umanità, in semplici parole, ha il DOVERE DI LOTTARE CONTRO LA SOFFERENZA. Non può esserci altro fine, altra ragione, altra spiegazione. Non parlo della \"gioia\", non mi riferisco alla \"felicità\", non reclamo nostalgicamente uno \"stato primordiale\" nel quale  la vita può essersi svolta in a-sofferenza. La sofferenza c\'è. Esiste. Essa è qui, tra noi. L\'uomo, pertanto, ha un solo dovere (personale ed universale) da portare a compimento: combatterla, vincerla, superarla, eliminarla. In ogni sua manifestazione, in ogni sua intensità, in ogni sua natura. Non esiste essere vivente,  che non cerchi di fare questo. A noi uomini, invece, è fatto di credere, per il comune bene, che essa vada accettata, sopportata, addirittura esaltata quale \"prova d\'amore\". Mentre la gran parte di noi umani si sottopone, si lascia  assoggettare e soggiace a tali \"prove\", altri pensano bene di approfittare di questo nostro riflessivo autolesionismo (esclusivo o collettivo, non fa differenza). La sofferenza, invece, dovrebbe essere affrontata, dovrebbe essere combattuta, deve essere superata. Per proporsi  un simile compito non è assolutamente inevitabile ridursi alla barbarie, lasciarsi fatalmente condurre alla competizione distruttiva. Cooperare, aiutarsi, lottare insieme contro la sofferenza. Questo dovremmo imparare ad essere. QUESTO DOVREMMO IMPARARE A FARE. Smettendola di piangerci addosso. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 29 su Accettare la sofferenza.

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    grazie x l ,aiuto Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 30 su Accettare la sofferenza.

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     La sofferenza non e\' voluta!!!! tu soffri quando ti manca la felicita\', es.. Sai che le guerre sono sbagliate e distruggono ogni forma di unanita\', in quel stesso momento pero\', sai e sei consapevole che la pace non potra\' mai esistere perche\' creata le solo x \"comodo\" ed egoismo e sinceramente ti senti impotente davanti a cio\' Io non e\' che voglio soffrire, me l\'ho impongono!!!! Un altro conto e\' se soffri per la perdita di un caro, magari anziano..in quel caso, sapere che la morte fa parte della vita e se accetti il percorso di questa, sicuramente non soffri (o \"poco\") xke l\'ho accetti.... Soffrire non aiuta sicuramente, Ti fa soffrire la situazione in cui ci troviamo e vedere i vari problemi che stanno arrivando, sapere che 5 famiglie nel mondo, con una minima parte del suo capitale potrebbe risanare l\'intero globo... La felicita\' non e\' un\'utopia e solo difficile scovarla,in questa ricerca sono loro che te la rendono ardua; tutto qui!! Se sei umile e di grandi principi, la forza te la crei tu stesso, contrastando quello che ti sembra sbagliato, li\' trovi la forza, anke se e\' vero che l\'unione fa\' la forza. LA peranza e\' l\'ultima a morire!! fiducia verso il tuo prossimo. ahh ma c\'e\' anche il detto.. CHI MUORE SPERANDO MUORE CACANDO!! XD...... cmq in certi casi, sopprimi la sofferenza, con il menefreghismo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 31 su Accettare la sofferenza.

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    La sofferenza si ha quando siamo senza Dio, se quando riceviamo uno schiaffo porgiamo l\'altra guancia invece di odiare perdoniamo e scusiamo la persona che ci ha fatto del male soffriremo meno perchè non ci distanziamo da Dio e accetteremo come Gesù di portare la croce per il perdono dei peccati. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 32 su Accettare la sofferenza.

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    Gentile Fabrizio, Grazie per le belle e veritiere parole. Penso che la sofferenza sia strettamente collegata all\'amore cioè piu\' uno riesce ad amare intensamente e piu\' diventa vulnerabile alla sofferenza. Per diventare forti, e riuscire a fare le giuste scelte non e\' facile soprattutto se si vive intensamente e con grandi pesi sulle spalle. Ogni giorno che passa diventa una piccola vittoria con pero\' la fatica di sapere che il giorno dopo le dure prove ci aspettano. E\' un ripido cammino in salita... Scritto il Date —

 

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