Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza

Una nuova sorprendente scoperta ha messo in subbuglio il centro operativo della Missione Nasa Messenger, a Houston, Texas. Messenger è la prima missione dedicata, dal 1975, a essere stata inviata nello spazio per svelare i segreti del pianeta più vicino al Sole.
La navicella Messenger (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry and Ranging) ha intrapreso il suo viaggio nell'agosto del 2004 e dopo aver percorso 7,8 miliardi di chilometri ha avvicinato lunedì scorso il corpo celeste.
Questo pianeta è uno dei meno conosciuti del sistema solare (solo il 55% di superficie è stata esplorata) quindi le foto e i dati inviati e ricevuti dal laboratorio di fisica appliacata della John Hopkins University stanno fornendo importanti informazioni sulla parte di emisfero sconosciuto.
Ed ecco subito la prima, grande sorpresa.
Le immagini scattate a soli 200 km dalla superficie del pianeta hanno rivelato chiaramente, insieme ad una moltitudine di crateri, di piccole e grandi dimensioni (fino a 800 chilometri di diametro), una misteriosa formazione subito denominata 'Spider', Ragno.

Si tratta di una formazione di 'raggi', visibili anche da una grande distanza, come si vede dalla foto qua sopra, e da quella seguente(ma soprattutto dalla prima immagine in alto) che dipanano da un cratere centrale, dal bordo a rilievo, e sembrano consistere in profonde scalfiture sulla superficie del pianeta.

E' ancora prematuro stabilire delle conclusioni, ha fatto sapere il dottor James Head della Brown University di Providence, che sta analizzando le fotografie pervenute dalla Nasa. Ma queste sarebbero le prime prove di una attività vulcanica su Mercurio, che potrebbe quindi far riscrivere la storia di questo pianeta, considerato sempre 'troppo vicino' al sole e troppo caldo, e che invece potrebbe aver avuto nel suo passato remoto attività vulcanica con conseguente formazione di fenomeni gassosi nell'atmosfera, ancora tutti da studiare. Sono comunque foto davvero suggestive. Aspettiamo di vedere le altre.

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alle 20:11
Marghian
Le nuove scoperte scientifiche affascinano sempre sia gli scienziati che "l'uomo della strada". Una nuova conformazione geologica su un pianeta come Mercurio è certamente di notevole interesse. Ma scoprire qualcosa che imporrebbe di cambiare la "storia" di un pianeta... colpisce ancora di più, e provoca una vacillazione delle nostre "certezze". La scoperta di indizi che portano a pensare a vulcanismo attivo su Mercurio induce a ritenere possibile un'attività geologica complessa in passato, con la conseguente conclusione che un pianeta fino ad ora considerato "morto" possa essere un "banco di prova" per testare la fondatezza di alcuni "dogmi" scientifici, come quello secondo cui su un pianeta piccolo e caldo come Mercurio... la vita non è mai esistita! Non si deve dare una cosa per scontata. Mai.