Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza

Dunque verrà citato in giudizio in quanto 'possibile causa di apocalisse e di catastrofi cosmiche' ! E' notizia di ieri che Il Large Hadron Collider (Lhc), di cui abbiamo già parlato spesso qui a Mysterium, il piu' grande acceleratore di particelle al mondo che sta per essere completato a Ginevra, oltre ai problemi tecnici che hanno costellato la sua costruzione deve affrontare una minaccia inaspettata. Due fisici americani, riferisce il sito della rete Usa Nbc, ne hanno infatti chiesto lo stop fino a che non sara' verificata la possibilita' che al suo interno avvengano reazioni devastanti.
Walter Wagner e Luis Sancho, due fisici nucleari americani, hanno avviato ufficialmente l'azione legale lo scorso venerdi' presso una corte delle Hawaii. Ad essere citati in giudizio sono il Cern di Ginevra, ma anche il Fermilab di Chicago e il Dipartimento dell'Energia americano, che hanno partecipato alla costruzione del'Lhc.
La richiesta e' di fermare i lavori per qualche mese e verificare la pericolosita' della struttura, e la prima udienza e' stata fissata per il prossimo 16 giugno.
Le paure di Wagner riguardo all'opera sono spiegate nel sito da lui creato per raccogliere i fondi per l'azione legale, e descrivono scenari da film di fantascienza: secondo lo scienziato, si potrebbero formare all'interno della struttura dei microscopici buchi neri che unendosi tra loro risucchierebbero la materia. Oppure si potrebbero creare particelle cariche negativamente capaci di trasformare tutta la materia intorno, o ancora le collisioni all'interno dell'acceleratore potrebbero dar vita a mono-poli magnetici, capaci di trasformare la materia in qualcosa di sconosciuto.
Tutte queste ipotesi, che circolano da mesi negli ambienti scientifici 'alternativi', sono gia' state bollate come fantasiose dagli scienziati che lavorano all'Lhc.
Ma oggi arrivano pareri "tranquillizzanti" da parte di esperti, intervistati dall'agenzia ansa:
Per il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Roberto Petronzio, "nella scienza e' facile lanciare allarmi, quando questi non si basano su lavori sottoposti al sistema di referaggio", la revisione da parte di esperti garanzia della qualita' di uno studio.
"Non basta dire che un fenomeno e' possibile e che e' pericoloso: ogni affermazione deve essere accompagnata da calcoli", aggiunge Petronzio riferendosi alle affermazioni fatte dai fisici americani Walter Wagner e Luis Sancho, che venerdi' scorso hanno avviato ufficialmente l'azione legale presso una corte delle Hawaii, citando in giudizio Cern di Ginevra, Fermilab di Chicago e Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti americano, che hanno partecipato alla costruzione del'Lhc.
Le accuse sollevate dai due fisici si basano inoltre su un modello molto particolare, che prevede l'esistenza di almeno 11 o piu' dimensioni rispetto a quelle note. Sul problema, prosegue Petronzio, sono comunque al lavoro esperti internazionali di tutto rispetto poiche' gli effetti quantistici che potrebbero essere collegati ai futuri esperimenti dell'Lhc non sono stati compresi. In casi come questi, osserva il presidente dell'Infn, "gli scienziati devono partire dallo scenario peggiore possibile in quanto nella ricerca l'ipotesi corretta e' sempre la piu' pessimistica".
E' quello che sta facendo, per esempio, il gruppo coordinato dal fisico del Cern Michelangelo Mangano. "Il punto - osserva Petronzio - e' riuscire a basarsi su calcoli in modo da ridurre il margine di incertezza". Quello che stanno facendo i fisici e' capire se le altissime energie che saranno prodotte nell'Lhc si realizzano anche nei raggi cosmici. In questo caso si dovrebbero poter osservare mini buchi neri generati da qualche parte nell'universo. E dallo studio di Mangano, ormai vicino alla conclusione, risulta che non sono stati osservati mini buchi neri generati da raggi cosmici particolarmente energetici.
I due fisici che hanno dato l'allarme sono comunque due vecchie conoscenze: gia' nel 2001 avevano puntato il dito sull'acceleratore di Brookheaven, lanciano l'allarme su presunti effetti catastrofici legati alla sua attivazione. "Ma - rileva Petronzio - quell'acceleratore sta funzionando dal 2000 senza problemi". Un sospetto, infine, e' che in un periodo di tagli alla ricerca come quello in corso negli Stati Uniti, progetti grandi e costosi come l'Lhc possano attirarsi attacchi.
Nel frattempo, pero', il programma del Cern sta procedendo a grandi passi verso l'inaugurazione ufficiale, in programma per il 21 ottobre. Lo stato di avanzamento generale del progetto e' buono, conclude Petronzio, e il Cern intende chiudere la macchina entro l'estate per metterla in funzione con un'energia leggermente inferiore (ma che non pregiudichera' la riuscita degli esperimenti) e avviare il primo rodaggio in autunno.
fonte Ansa - www.ansa.com
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