Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza

Uno studio italiano che proverebbe l'esistenza della materia oscura sta suscitando un acceso dibattito tra i fisici d'America.
Gli autori dello studio (denominato DAMA da 'DArk MAtter', che significa appunto 'materia oscura') sostengono di aver dimostrato, attraverso una tecnica particolare, come individuare nello spazio quella materia che e' considerata invisibile.
Questo annuncio ha suscitato un ampio dibattito tra i fisici degli Stati Uniti. Da un lato c'e' chi sostiene che lo studio, condotto dalla fisica Rita Bernabei, dell'Universita' di Roma, qualora venisse confermato nei suoi risultati meriterebbe il premio Nobel per la Fisica.
Dall'altro c'e' chi ritiene che i risultati della ricerca, che parlano dell'esistenza di un 'anello' di materia oscura intorno alla galassia, non siano affatto sufficienti per dimostrare che 'quella' dello studio sia effettivamente la materia oscura dell'universo.
Il rivoluzionario, nuovo esperimento, confermerebbe l'avvistamento di materia oscura, le particelle che costituiscono la gran parte del nostro universo e il maggiore problema aperto della fisica contemporanea.
Il risultato clamoroso è stato presentato nei giorni scorsi dalla scienziata dell'Universita' di Roma 2, Rita Bernabei, a Venezia.
Le variazioni su base annuale dei "flash" dell'apparato costruito sotto il Massiccio del Gran Sasso e frutto della collaborazione tra la tecnologia cinese e quella italiana, sarebbero dunque il frutto del transito della Terra attraverso un "vento" di particelle di materia scura, nella traiettoria che il nostro pianeta compie intorno al Sole ogni 12 mesi.
Con un picco di materia scura nel mese di giugno, e un valore minimo a dicembre registrato nel cosiddetto "alone galattico", oramai da sette anni consecutivi e da due diversi rivelatori, il secondo una versione piu' sensibile del primo in funzione dal marzo del 2003.
"Finora non vi e' alcun altro esperimento, oltre al nostro, il cui risultato possa essere direttamente paragonato in una modalita' indipendente da modelli teorici", ha detto Rita Bernabei, citata anche dal New York Times.
Il rilevatore Dama-Libra consiste in un calderone di ioduro di sodio, una sostanza che ha la proprieta' di lampeggiare al passaggio di una WIMP, Weakly Interacting Massive Particle, come i fisici hanno battezzato le particelle candidate, perche' la loro esistenza non e' ancora stata confermata sperimentalmente, a rappresentare l'ingrediente principale della materia scura, rimanenza del big bang sensibile solo alla forza debole e a quella di gravita'.
Comunque sia i risultati dell' esperimento Dama/Libra hanno già suscitato un diffuso confronto tra i fisici americani, e oggi sia il Los Angeles Times, sia il New York Times dedicano all'argomento ampi servizi.
fonti ansa - adnkronos
Tutte le informazioni sul Dama Project:
http://people.roma2.infn.it/~dama/web/home.html
Sì, Blackcloud, in Italia siamo troppo impegnati a sapere chi vince ad 'Amici', o se la dottoressa del Grande Fratello verrà esonerata dall'ordine perchè ha fatto sesso nella casa.
:-(
GF
peccato che in italia non vi sia questa attenzione mediatica.. come al solito. si vede che i reality sono di maggior spessore ;-)
Spero l'esperimento funzioni, visto che la prova dell'esistenza di Materia ed Energia Oscura è uno degli enigmi del secolo.
tatti auguri alla prof rita bernabei e al suo staf della scoperta . ciao antonio
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alle 21:07
Altair
Complimenti alla prof. Rita Bernabei per i risultati di questo esperimento. In qualunque caso è un risultato di rilievo nello studio del cosmo.
Spero che sia davvero un indizio dell'esistenza della materia oscura.
Auguri :-)