Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza
Davvero interessantissimo questo articolo di Luigi Bignami uscito oggi su Repubblica, che mi segnala l'amico Gabriele e che illustra come forse si sia vicini una volta per tutte a chiarire il mistero di come siano state costruite le grandi Piramidi Egizie. Certo un annuncio simile è già stato fatto altre volte, ma stavolta, mi pare, la tesi è decisamente convincente ! Riporto l'articolo integralmente:
Da antiche civiltà scomparse agli extraterrestri. Le ipotesi sul modo con cui furono costruite le piramidi egizie si contano a decine. Ma rimanendo con i piedi per terra e seguendo i canoni della scienza le congetture su come gli Egizi impilarono più di due milioni di blocchi pesanti anche 70 tonnellate si restringono a poco più di un paio.
Secondo l'idea che va per la maggiore i blocchi furono sovrapposti attraverso una rampa esterna sulla quale venivano fatti scivolare i giganteschi "mattoni". Ma ora la scoperta di una piccola cavità potrebbe dare ragione all'ipotesi in base alla quale la piramide di Cheope, risalente a circa 4.500 anni fa, fu costruita dall'interno, attraverso un tunnel inclinato e a forma di spirale che dalla base della piramide raggiunge la sommità.
Questa ipotesi è stata avanzata dall'architetto francese Jean-Pierre Houdin il quale ha detto: "Per secoli gli archeologi hanno ignorato l'evidenza che era lì di fronte a loro. L'idea che le piramidi furono costruite dall'esterno era proprio sbagliata. Ma se si parte da un elemento base errato per risolvere un problema non si arriverà mai alla soluzione. E questo è ciò che è successo nello studio delle piramidi egizie".
"In realtà tutte le ipotesi che sostengono che le piramidi furono costruite dall'esterno presentano dei problemi irrisolvibili, anche se considera la possibilità di un'unica lunghissima rampa di accesso. Per trasportare blocchi a 147 metri d'altezza, la rampa sarebbe dovuta essere lunga almeno un chilometro e mezzo. Sarebbe stato come costruire due piramidi anziché una", ha detto l'egittologo Bob Brier della Long Island University di New York (Usa). L'ipotesi invece che vuole che la rampa sia stata costruita ruotando attorno alla piramide avrebbe reso impossibile o per lo meno alquanto complesso ai costruttori l'utilizzo degli angoli e dei lati necessari per i calcoli durante la costruzione. "L'ipotesi poi, avanzata da Erodoto nel 450 avanti Cristo, che per la costruzione si sarebbero utilizzate gru o rampe di legno non sta in piedi perché per fare ciò non ci sarebbe stato legno sufficiente in tutto l'Egitto", sottolinea Brier.
Ma cos'ha di innovativo l'ipotesi di Houdin? Secondo l'architetto la Grande Piramide fu costruita in due stadi. I blocchi furono trascinati su di una rampa per costruire la base della piramide, che contiene la maggior parte dei blocchi. Nella seconda fase i blocchi utilizzati all'esterno per la rampa iniziale furono riciclati per la parte superiore della piramide e questo potrebbe spiegare perché non ci sono tracce del piano inclinato originale. Josef Wegner dell'Università della Pennsylvania (Usa) ha detto: "L'idea di utilizzare piccoli blocchi già squadrati per costruire la rampa più bassa, per poi smantellarla al fine di utilizzare il materiale per i piani superiori è sensata e logica, anche perché avrebbe accelerato di molto la costruzione".
Spiega Houdin: "Dopo aver costruito la fondazione della piramide, gli operai iniziarono a costruire un tunnel inclinato, interno alla piramide e a forma di cavatappi che seguì la crescita della piramide stessa fino alla sua cima. Poiché il tunnel si trova dentro la piramide, quando venne terminata alcuni blocchi chiusero l'uscita e il tunnel, in pratica, scomparve dalla vista".
Questa ipotesi trova ora conferma in una prova importante. A circa 90 metri d'altezza vi è una specie di buco che recentemente è stato raggiunto con tecniche alpinistiche ed esplorato da videoperatori del National Geographic. Brier ha accompagnato i tecnici e una volta raggiunto quel foro l'archeologo si è trovato di fronte a una piccola stanza a cielo aperto forma di "L". A dire il vero non era la prima volta che quell'antro è stato esplorato, ma fino a oggi gli archeologi non gli hanno dato importanza. Ma per Houdin quell'area era la ciliegina sulla torta. Nella sua ipotesi infatti, il tunnel in salita richiedeva aree a cielo aperto ai quattro angoli della piramide necessari per far girare i blocchi di 90 gradi. Questi probabilmente venivano ruotati per mezzo di tronchi di legno.
L'apertura studiata recentemente si trova esattamente in un punto in cui si dovrebbe trovare secondo il modello in tre dimensioni costruito da Houdin. I due tunnel che si dipartono dalla piazzola oggi non si vedono perché probabilmente furono sigillati una volta terminata la costruzione della piramide.
L'ipotesi trova ulteriore riscontro in una ricerca condotta nel 1986: tecnici francesi trovarono variazioni di densità all'interno della piramide che potrebbero coincidere con la presenza di un tunnel interno.
C'è modo di scoprire la galleria di servizio senza dover demolire parte della piramide? Secondo Houdin sarebbe sufficiente fare uno studio all'infrarosso della piramide, in quanto il calore emesso dalle pareti varierebbe rispetto al resto là dove è presente il tunnel in salita. "L'unica cosa necessaria è l'autorizzazione delle autorità dell'Egitto - ha precisato l'architetto - Dopo basterebbe rimanere con una camera all'infrarosso puntata su tre lati della Piramide per circa 18 ore, osservando il calore che fuoriesce. Se l'ipotesi è corretta dovremmo poter osservare l'andamento del tunnel".
Sarebbe una grande scoperta per l'Egitto e il mistero delle grandi piramidi sarebbe risolto per sempre.
Di sicuro mi avrebbe fatto piacere partecipare alla costruzione in qualunque veste
io nn ci credo agli extra terrestri,solo sciocchezze!!!!!!!!!!!
Mi viene quasi da ridere pensare che un architetto francese dopo sei anni di studi con a disposizione computer e programmi abbia tirato fuori questa teoria.
Per inciso gli antichi egizi non disponevano di tecnologie avanzate ma di strumenti semplici.
Con grandissima modestia se mi è permesso vorrei brevemente dire la mia sul taglio dei blocchi e sulla costruzione delle piramidi.
Il taglio: credo abbiano usato uno strumento in diorite dentellata alla base, inserito su un telaio per far si che man mano che sgretolava la roccia di calcare la sua posizione rimanesse precisa e in verticale.
costruzione piramidi: poche migliaia di uomini furono utilizzati per la sua erezione. Furono semplicemente appoggiate ai quattro nascenti lati inclinati della piramide delle slitte dove venivano appoggiati i blocchi e issati da alcune decine di uomini a mo di ascensore inclinato.
Sistema semplicissimo, rapido e assolutamente inattaccabile da un punto di vista pratico.
Mi chiedo come una soluzione così banale non abbia toccato le menti dei luminari della scienza che si ostinano a sfornare idee probabilmente non accettate dagli stessi autori.
Se qualcuno desidera allargare quanto trattato, autorizzo questa direzione a fornire il mio indirizzo
senti un po', carino: prima di trasportarli i blocchi bisogna anche tagliarli, staccarli e levigarli, e a quell'epoca si disponeva di punta e mazzetta, strumenti che qualsiasi muratore conosce bene, ma non fatte di acciaio al nichel cromo, ma di bronzo, ossia rame e stagno, materiale che non resiste a più di due martellate. Quando si fanno queste affermazioni non bisogna ascoltare solo architetti e ingengneri che non sanno neppure quanto pesa un mattone od un secchio di malta, ma bisogna prima interpellare muratori e manovali.
La costruzione delle tre piramidi di Al Giza possiede implicazioni di intervento tecnologico alieno, che, vi piaccia o no, dovete accettare come unica spiegazione.
Inoltre queste tre meraviglie non sono una discarica di pietrame come pensano Piero Angela e il CICACICABUN, ma sono edificate mediante l'accostamento di massi mirabilmente tagliati, squadrati e levigati in modo da intrecciarsi a formare quelle proporzioni, quelle camere interne, quei corridoi sottili e lunghissimi che lasciano a bocca aperta chiunque abbia un minimo di apertura mentale, cosa di cui difettano gli "scienziati" in giacca e cravatta che troppo spesso compaiono sul piccolo schermo a raccontare fregnacce.
Ciao
flavio
Non ho mai creduto alle "rampe esterne" per la costruzione delle piramidi. in certe fasi magari..ma data al complessità delle strutture delle grandi piramidi, penso proprio che molto sia da capire.. "Costruire dall'interno". Non mi stupisce, e spiega molte cose. Erodoto parlava di enigmatici "legni corti"..traversini, si suppone, di binari costruiti per far scivolare i blocchi con la trazione di solo due, tre uomini...interessante. Vidi in tv una prova di archeologia sperimentale in tal senso. ma mi chiesi.il fatto che si possa fare..non vuol dire che gli egizi abbiamo fatto.in quel modo. Dubito dell'archeologia sperimentale per quello. Non i marziani, certo...ma non posso credre pedissequamente a certe "docufictions" che fanno vedere gli egizi che con semplici tronchi spostano i blocchi.meno che mai se c'è un Cecchi Paone che dice..."ecco spiegato UNA VOLTA PER TUTTE come furono costruite le piramidi". N.B., non è un esempio. Ciao.
marghian
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La parusia.
Il tunnel di luce nei casi di pre-morte ? Potrebbe avere spiegazioni biologiche.
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alle 16:32
ruby dhami
io nn ci credo agli extra terrestri