Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza

Un punto negli abissi c'e', ora e' iniziato anche il conto alla rovescia per stanare il relitto piu' ricercato nella storia recente del Mediterraneo. Nei fondali delle acque tra Corsica e Sardegna il mistero della corazzata Roma, affondata dalle bombe tedesche il 9 settembre 1943, attende di essere finalmente svelato. A quanto apprende l'ADNKRONOS, la caccia al gioiello della Regia Marina, partira' entro la fine di settembre.
I sensori dei ricercatori hanno infatti individuato un 'segnale anomalo' in quel tratto di mare. Un punto pero' da verificare, visto che il materiale che riposa al fondo del blu non sarebbe tipico di un fondale marino. Solo le operazioni di ricognizione permetteranno di accertare se quel segnale carpito dagli abissi, nasconda davvero la nave 'Roma', ingoiata dalle acque il giorno dopo l'armistizio con 1.393 uomini dell'equipaggio.
'Capitano' dell'operazione scientifica che si svolgera' nelle acque tra l'estremita' settentrionale dell'Asinara e le Bocche di Bonifacio, al largo di Castelsardo, e' Francesco Scavelli, un giovane di Catanzaro, appassionato studioso e documentarista, che con la sua societa', la Blueimage, ha gia' localizzato diversi relitti di navi affondate durante la guerra nel mare della Calabria. E' il trentenne di Squillace il promotore della 'caccia', ma in squadra con lui c'e' di sicuro anche l'oceanografo francese Henri Germani Delauze, per molti anni direttore scientifico di Jacques Costeau.
Non c'e' al momento una cordata di finanziatori dell'operazione scientifica, ma Scavelli sarebbe in contatto con le istituzioni per il patrocinio dell'iniziativa ed eventuali finanziamenti. Al momento, pero', niente e' stato ancora definito.
Salpata dalla Spezia il 9 settembre 1943 per raggiungere il porto di Malta, in base alle clausole dell'armistizio, essa era in compagnia della nave da battaglia Italia, ex-Littorio, della Vittorio Veneto e di una flottiglia di cacciatorpediniere. Le navi mostravano i pennelli neri prescritti dalle clausole armistiziali per evitare l'attacco da parte degli aerei alleati.
Durante la giornata, aerei tedeschi eseguirono senza successo un attacco sulla formazione italiana, con uno sgancio in picchiata (erano forse Ju-88), ma la fine della nave da battaglia piu' moderna della Regia Marina era vicina: poco dopo venne sorvolata ad alta quota da Dornier Do 217 partiti dall'aeroporto di Istres-Marsiglia, che mantenendosi in volo livellato sganciarono le nuove bombe volanti, all'epoca pressoche' sconosciute: le Fritz X.
I tedeschi impiegarono infatti bombe a razzo perforanti dotate di radio comando, entrate da poco nell' arsenale germanico. Erano le 15.30 del 9 settembre 1943: le navi aprirono il fuoco con i cannoni contraerei, ma ormai gli apparecchi le avevano inquadrate.
fonte adnkronos - http://www.adnkronos.com
Alle 15.45 la Roma viene colpita sul lato destro: la bomba attraversa la nave e scoppia in mare, facendo scendere la velocita' della corazzata a 10 nodi. Cinque minuti dopo, secondo centro: l'ordigno si infila in un fumaiolo e va a scoppiare nei depositi di munizioni prodieri, nella parte anteriore. L'esplosione e' fortissima: una delle due torri corazzate di prora con i tre cannoni da 381 millimetri, del peso di 1.500 tonnellate, viene divelta. La torre n. 2 salto' in aria, cadendo poi in mare, con tutta la sua massa di 1500 tonnellate, pari a quella di un cacciatorpediniere.
Lo scafo si spacco' dopo pochi minuti. La torre corazzata di comando fu investita da una tale vampata, che venne addirittura deformata e piegata dal calore: l'ammiraglio Bergamini e il suo stato maggiore vennero uccisi. La vampata sali' almeno a 400 metri di quota. Gli incendi divampano furiosi, la nave comincia a inclinarsi sul fianco destro, appare subito condannata. Dopo 22 minuti di agonia, alle 16.12, la Roma si capovolge, si spezza, affonda.
Con IL "Roma" scompaiono in fondo al mare 1.393 uomini, 620 furono salvati nelle acque del golfo dell' Asinara, dopo molte ore in mare. Da quel terribile giorno di sessantasette anni fa nessuno ha mai piu' visto la nave e il relitto della grande corazzata italiana non e' mai stato trovato. Fino alla prossime ricerche.
fonte adnkronos - http://www.adnkronos.com
altre notizie sulla Corazzata Roma:
http://it.wikipedia.org/wiki/Roma_(nave_da_battaglia_1940)
sandro.demuro@live.it mi puoi contattare su questo indirizzo email!!!
a sandro, dell commento a data 27 luglio 2011.
sarebbe possibile contattarti ?
be la nave roma di certo non e affondata ne a malta ne la maddalena ma davanti alle coste di castelardo e molto più lontana dalla corsica bè vi dico ciò ma per esatto perkè mio padre fu testimone dell'accaduto..... tommaso informatiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
la corazzata roma dovrebbe essere tra l isola della maddalena e malta; dalle notizie apprese secondo me non arrivo mai nelle vicinanze di malta per questo si troverebbe a qualche chilometro dalle coste della sardegna. Siccome la corazzata al momento dell affondamento si divise in due tronconi,sul fondale i due scafi della nave si troverebbero a qualche centinaia di metri tra loro
mi piacerebbe avere i nomi dei membri del,equipaggio.
era meglio che si autoaffondava luigi
mi piacerebbe avere l'elenco dei caduti in quel giorno terrribile.
Un nostro familiare, marinaio sulla corazzata Roma, è morto
quel 9 settembre 1943.
La corazzata Roma si dovrebbe trovare tra l'isola della Maddalena e Malta, fu colpita quando oramai erano quasi giunti a malta ,perchè i testimoni superstiti non dicono esattamente la verità.
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Max
Bravo Luigi Aschettino, vedo che sei preparato in storia...