Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza
Dai lingotti della Banca d'Italia all'oro di Dongo: e' una vera e propria mappa dei tesori predati durante la Seconda guerra mondiale quella che Enzo Antonio Cicchino e Roberto Olivo, giornalisti e ricercatori storici, tracciano nel loro libro in uscita in questi giorni.
Un saggio-inchiesta che ricostruisce sulla base di documenti e interviste ai testimoni i movimenti dei beni incamerati dai nazisti le cui tracce spesso sono scomparse nel nulla nonostante le ricerche di governi, avventurieri, e persino improvvisati cercatori d'oro.
Il libro prende le mosse dal tesoro della sede centrale della Banca d'Italia: 120 tonnellate d'oro, tra le quali anche le 8 provenienti dalla Banca Nazionale Jugoslava acquisite nel 1941 a titolo di preda bellica, le 14 tonnellate e mezzo trasferite all'Italia dal governo francese di Vichy, e 373 chili provenienti dalle razzie in Grecia.
Gia' nel maggio del 1943, l'allora governatore della Banca d'Italia, Vincenzo Azzolini insieme al ministro delle finanze Giacomo Acerbo valuto' la possibilita' di trasferirlo a Bolzano o a Verona per evitare che cadesse nelle mani degli Alleati. Con la caduta di Mussolini, il 25 luglio, e poi con l'Armistizio gli avvenimenti precipitano e i nazisti chiedono la consegna dell'oro che viene inviato in treno a Fortezza, in Alto Adige.
Da qui una parte finira' nelle banche svizzere, una parte in Germania, una parte sara' riconsegnata dagli Alleati alla Banca d'Italia. I tre filoni in cui si divide l'oro italiano danno origine ad altrettante vicende di cui il libro da conto con dovizia di particolari e con i ritratti di personaggi che sembrano usciti da una spy story come quel Herbert Herzog, un cacciatore di tesori a percentuale: negli anni Cinquanta consenti' alla Banca d'Italia di tornare in possesso dell'oro italiano predato dai nazisti e che, misteriosamente, gli Alleati avevano restituito agli austriaci.
I conti delle riserve auree della Banca d'Italia sembrano tornare ma non bastano i documenti ufficiali a placare la febbre dell'oro: sul Monte Soratte, in provincia di Roma, per lungo tempo reduci con badile in spalla, perlustrarono i 15 chilometri di gallerie militari alla ricerca di 79 casse nascoste dalle SS nel 1944.
Le voci popolari, non suffragate da nessun riscontro, parlano ancora oggi di tesori rubati agli ebrei e oro della Banca d'Italia. Non poteva mancare, infine, un capitolo sull'oro di Dongo, ovvero i beni che Mussolini aveva con se' al momento della cattura, stimati in diversi milioni in oro, beni e valuta.
Un tesoro disperso su cui mai si sono spente le ricerche e le leggende. Cosi' come si continua a indagare su sommergibili nazisti affondati con un preziosi carichi o sul tesoro di Rommel, composto pare di oggetti d'oro razziati in Tunisia e Libia. Tante storie che parlano di una guerra che per molti non ancora finita.
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