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NDE: forse la scienza ha trovato la spiegazione della luce in fondo al tunnel nei casi di pre-morte.

Venerdì 9 Settembre 2011, 10:14 in Current Affairs, Medicina, Mysterium, Science di

premorte-1.jpg

La classica luce alla fine di un lungo tunnel: molte persone che sono state vicine alla morte dicono di averlo attraversato e di essersi poi risvegliate dal coma, per ricominciare a vivere. Ora, i neurologi della Charite' University of Medicine di Berlino (Germania) hanno scoperto che questa visione potrebbe derivare da un fenomeno fisiologico, ossia da un potente flusso di serotonina nel cervello.

Questo genere di esperienza pre-morte, come la chiamano gli scienziati, viene segnalato da circa una persona su cinque che si ritrova in condizioni critiche nelle rianimazioni di tutto il mondo. La causa, finora, era rimasta un fitto mistero.

Il team di studiosi guidato da Alexander Wutzler ha voluto verificare la tesi secondo cui la serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell'umore e nell'elaborazione di immagini e suoni, giocherebbe un qualche ruolo nella creazione di questa 'visione'.

Su 'Neuroscience Letters' gli esperti spiegano di aver trovato conferma studiando un campione di topi, e Wutzler assicura di aspettarsi risultati simili anche nell'uomo: ovvero livelli tripli dell'ormone del 'buonumore' quando si e' fra la vita e la morte.

fonte adnkronos

6
6 commenti
6
27 Set 2011
alle 15:47

salvatore

Grazie Davide 5 per il tuo commento.

Io credo che associare le visioni di pre-morte ad una vita dopo la morte non sia affatto "semplice", bensì una speculazione che scavalca una qualsiasi altra spiegazione (serotonina o altro ...) di un fenomeno fisico biologico, come avanzata dal team che Gordon segnala nel suo articolo.

D'altra parte la regola è sempre stata, fin dalla notte dei tempi dell'animismo, che all'inconosciuto sia stato attribuito un sotteso contenuto metafisico ultramondano, spiegazione che ha trovato credito soltanto finchè l'inconosciuto non sia stato svelato dalla ricerca umana.

Per il resto, non sono un neurologo e non mi addentro nella tua contestazione, riguardo alla serotonina, della cui fondatezza non mi permetto di dubitare; mi viene soltanto da ribadire che

la spiegazione più semplice e plausibile è che "quei cervelli, nei casi esaminati, non erano né spenti né in uno stadio di standby"

e cioè che il ricordo di pre-morte può essere semplicemente riferito

- alla fase, successiva all'arresto cardiaco, nella quale l'attività neuronale era ancora possibile, potendo il cervello utilizzare ancora l'ossigeno residuo residente nel sangue pompato dal cuore prima dell'arrresto,

- o alla fase successiva quando il cuore aveva ripreso a pompare, prima del risveglio.

Ciò mi pare molto più semplice che ipotizzare che i ricordi possano essere riferiti alle fasi nelle quali i cervelli erano spenti o un uno stadio di standby e cioè che

- il ricordo di una esperienza extrafisiologica possa essere stato trasfuso in un cervello dotato di una sua consistenza fisiologica,

Quando qualcuno sarà in grado di spiegare con dati di fatto questo passaggio, solo allora se ne potrà ragionare con costrutto.

Nota bene: io sono un agnostico, non escludo affatto per principio che ci possa essere una vita dopo la morte, ma ne aspetto le prove, collocate all'interno di una teoria scientifica seppur anche solo almeno ipotizzata, che le valorizzi razionalmente, l'eccezione che potrebbe confermare la regola di cui sopra, per poter cambiare idea, secondo ragione.

Salute e fratellanza.

5
26 Set 2011
alle 23:23

Davide

Ciao salvatore, vorrei replicare a quello che hai scritto, mi sembra abbastanza doveroso. Salvatore, qui di fronte hai un  neurologo, con qualche anno di esperienza nei reparti di terapia intensiva, lei sottolinea un punto messo in chiaro da me e da scettico, citando un'affermazione di occman molto interessante, ma in questo caso abbastanza fuori luogo :-), per il semplice fatto che per molti sarebbe più facile affermare l'esistenza di una vita dopo la morte. Ma torniamo un attimo al discorso, durante un infarto, il paziente perde coscienza e in pochi secondi non arriva sangue al cervello, in questo caso è certato matematicamente che il cervello non può riprodurre immagini, quindi se non vuole accettre il fatto che sia in standby per me va benissimo, ma a mio avviso è un può fuori luogo :-). Io insieme a molti colleghi di reparto, cerchiamo da anni una risposta a questo tipo di esperienze mistiche, e anch'io mi sono ritrovato a fare discussioni molto serie con dei colleghi, ma se vogliamo dirla le discussioni e tutte le probabili spiegazioni non convincono e non sfatano il fenomeno, perchè le testimonianze dei soggetti sono accertate da altri testimoni, e l'esperienza è raccontata come reale e non come un invenzione oppure un ricordo. La serotonina è una treptamina, neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici del sistemaa  nervoso centrale, nonché nelle cellule enterocroffamini nell'apparato gastrointestinale, principalmente coinvolta nella regolazione dell'umore, a livello farmacologico è usato per chi soffre di attacchi di emicrania dopo nessuna risposta con i semplici analgesici, quindi come sostanza non la vedo come causa di una esperienza diciamo mistica, invece vedo di miglior occhio la ketamina, che utilizzata in dose massiccie può provocare visioni simili alle esperienze di pre morte, ma le dosi di ketamina di solito vengono usate in quantità misera, e dubito possa provocare esperienze simili. Io invece di buttarmi sulle risposte bio_chimiche, cercherei di capire molto meglio il fenomeno e di capire la natura dellla mente umana, e dopo si potrà trarre delle conclusione sulle esperienze di pre morte, con questa risposta non voglio convicere nessuno e tanto meno sfatare il buonissimo e interessantissimo esperimento svolto in Inghilterra sulla serotonia, ma potrei tranquillamente dire CO2, ketamina, endorfine, dimetilitriptamina, ecc ecc, e poi magari rimangiarmi tutto, invece, spero di vedere a qualche articolo su quello che sta combiando Sam Parnia sempre in Inghilterra, con un esperimento molto innovativo e ricco di spunti..... Saluti!

4
22 Set 2011
alle 19:12

salvatore

Caro Gordon, ti saluto dopo un periodo durante il quale non ho avuto tempo di leggere il tuo interessante blog.

Nel tuo articolo io leggo di <persone che sono state vicine alla morte>, senza ulteriori informazioni cliniche, ma:

- Scettico 1 scrive <Come può un cervello "spento"...>

e

- Davide 3 <il cervello, in quel caso, è in uno stato di standby>.

Una spiegazione semplice (Occam insegna che è quasi sempre la migliore):

evidetemente quei cervelli, nei casi esaminati, non erano né spenti né in uno stadio di standby.

Poi, se uno vuol credere al paranormale, che ha fatto, alla prova, sempre delle ridicole figure, non c'è spiegazione che tenga.

3
22 Set 2011
alle 12:25

Davide

Siamo alle solite, spiegazioni che si contraggono da sole,  danno come responsabile il cervello e le situazioni biologiche , ma non hanno ancora capito che il cervello, in quel caso, è in uno stato di standby, dopo un infarto la mancanza di sangue al cervello avviene dopo qualche secondo, il cervello va in anossia e il paziente entra in uno stato d'incoscienza permanente, però riesce a vedere e racconta quello che gli succede fuori dal corpo, vede i familiari morti e percepisce il tutto come da sveglio, come se il cervello funzionasse, voglio poi ricordare, che pure i neuroscienziati, sono convinti che per creare un attività celebrale o una coscienza, bisogna avere milioni e milioni ci cellule neuronali attive e collegate fra loro, durante una situazione del genere se ne bruciano a milioni. Questi scienziati comincino a capire la vera natura della mente invece di sfatare il fenomeno solo perchè non è riconoscibilie in campo scientifico, e forse potremmo trovare una risposta logica e sensata a questo tipo d'esperienze....

2
09 Set 2011
alle 19:08

Stef

Che noia con queste "spiegazioni" che non spiegano nula....

1
09 Set 2011
alle 16:29

Scettico

Ogni tanto esce un gruppo di scienziati che dice di aver spiegato le NDE. Il problema principale i questo genere di eventi è che il cervello dei pazienti è in anossia e non presenta alcuna attività... Come può un cervello "spento" evocare immagini, suoni, e sensazioni piacevoli, o peggio ancora ascolare, visualizzare e ricordare precisamente quello che accade intorno a lui. Il tunnel è solo uno degli aspetti delle NDE, forse neanche quello più interessante. Rimane ancora valido lo studio di Van Lommel pubblicato su "The Lancet" nel 2001.

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