Una spettacolare stella cadente 'lingua di fuoco' catturata in un video dell'ESA.

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Sembra la lingua di fuoco di un drago, una stella cadente d’autunno ripresa ”al volo”, mentre brucia nell’atmosfera terrestre. E’ la protagonista di un video dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) durante la campagna osservativa del Meteor Research Group.

Le stelle cadenti d’autunno, chiamate anche draconidi perche’ sembrano piovere dalla costellazione del Drago, si verificano quando la Terra attraversa la scia di particelle lasciate dalla cometa Giacobini-Zinner durante i suoi passaggi periodici.

Quando i minuscoli grani di roccia si infrangono nell’atmosfera terrestre, bruciano accendendo una scia luminosa. S

olitamente queste stelle cadenti sono molto deboli, ma quest’anno gli astronomi hanno previsto una pioggia particolarmente intensa perche’ la Terra ha attraversato una nube di particelle lasciate dalla cometa Giacobini-Zinner particolarmente densa.

Per verificare se le previsioni erano giuste, il Meteor Research Group dell’Esa, coordinato da Detlef Koschny, ha osservato il fenomeno sopra le nuvole grazie a due aerei da ricerca Falcon-20.

”Le Draconidi hanno raggiunto il picco come previsto” ha spiegato Detlef. I due aerei hanno volato in parallelo a circa 100 chilometri di distanza. Tipicamente, le meteore bruciano in una fascia compresa tra 80 e 120 chilometri dal suolo, ben al di sopra della quota di crociera di un aereo di linea. Le informazioni raccolte, secondo i ricercatori, aiuteranno a comprendere il flusso di queste meteora.

Il flusso delle Draconidi e’ importante da comprendere perche’ i resti di altre comete possono costituire un pericolo per i veicoli spaziali in orbita. Gli impatti con le particelle della cometa, infatti, possono danneggiare i pannelli solari e gli strumenti ottici. Le Draconidi pero’, osservano gli esperti, tendono ad essere trascurate in favore di fenomeni piu’ visibili, come le Leonidi nel mese di novembre. Questo potrebbe essere un errore secondo Detlef: ”le Draconidi si muovono piu’ lentamente rispetto alla Terra, per cui non vediamo tutte le particelle bruciare nell’atmosfera, ma sono li’ e sono probabilmente numerose come le Leonidi”.

fonte ANSA

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