Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza
Maria Grazia Siliato, una delle massime esperte: "Qumran è stata una scoperta fondamentale ed è un bene che se ne parli." Si cerca uno sponsor internazionale.
"Quella di Qumran e' una storia interessantissima. E' uno dei piu' piacevoli enigmi dell'archeologia e la scoperta di quel sito e' stata fondamentale per allargare gli orizzonti sulla storia di Gerusalemme. Che si risvegli con una nuova ricerca l'interesse sui reperti di Qumran e' molto positivo".
A parlare cosi' della nuova missione italiana finalizzata ad una migliore conservazione e catalogazione dei reperti di Qumran, ma anche a proporre nuove interpretazioni storiche, e' l'archeologa Maria Grazia Siliato, che ha a lungo studiato quel sito, al quale ha anche dedicato un romanzo storico, 'Masada', uscito nel 2006.
"Sebbene alcune suggestioni siano rimaste piuttosto nebulose, come quella del rotolo di rame, su cui sarebbe stata incisa con un punzone una specie di mappa indicante 64 luoghi nel deserto in cui sono sarebbero stati nascosti altrettanti carichi di preziosi -sottolinea Siliato all'Adnkronos- la valenza delle ricerche su quei reperti rimane enorme, perche' sono in grado di riscrivere la storia della Gerusalemme del I Secolo rispetto a quella raccontata dalla storiografia ufficiale. A patto, pero', che si proceda nella ricerca senza tesi preconcette di nessun tipo e senza nessun approccio fideistico. Stando ai fatti concreti, dimostrabili e dimostrati".
"Fare una ricerca su questi temi, insomma -conclude l'archeologa- non e' come andare in treno da Roma a Milano ma come andare a piedi nel deserto. Non ci sono e non ci devono essere binari gia' tracciati".
Conservare i reperti, fornire i dati tecnici agli studiosi e nello stesso tempo proporre una linea interpretativa di cio' che e' stato ritrovato nel sito di Qumran, il tutto senza sicurezze sui fondi a disposizione della ricerca.
Sono questi gli obiettivi e il problema di fronte ai quali si trova la spedizione italiana, guidata da Marcello Fidanzio e Riccardo Lufrani, che dal 1 febbraio prossimo sara' a Gerusalemme per studiare i materiali archeologici rinvenuti negli anni '50.
Una ricerca importantissima per l'archeologia e non solo, che a tutt'oggi non ha sponsor e i cui costi gravano sulle spalle degli stessi ricercatori. ''Ho escluso fin dall'inizio di chiedere fondi pubblici, in un momento di crisi come questo'', spiega all'Adnkronos Fidanzio, professore di Ebraico biblico alla Facolta' Teologica dell'Italia Settentrionale a Milano, nonche' coordinatore scientifico dell'Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche di Lugano.
Secondo Fidanzio ''una simile ricerca potrebbe attrarre capitale privato''. Legare una ricerca come quella di Qumran al proprio nome ''per un privato potrebbe essere un ottimo investimento''. Intanto Fidanzio e i suoi colleghi si stanno sobbarcando le spese della missione. ''Per noi -dice- e' una grande opportunita' di ricerca che ci inorgoglisce e certamente troveremo dei fondi. Ho sempre lavorato cosi', prima ho cercato di mostrare quello che so fare e poi sono arrivati i fondi''
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Ancora preistorica ritrovata ad Alghero
alle 08:45
Skyvisual
Ho letto il Libro di Maria Grazia Siliato, Masada appunto, e devo dire che è uno dei migliori mai letti, specialmente sull'argomento. Coinvolgente e storicamente impeccabile.
Come privato sarei disposto a contribuire, dal mio piccolo, al finanziamento delle ricerche. C'è ancora molto da scoprire al riguardo.