Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza
Lo studio pubblicato su 'Nature' è coordinato da una astrofisica italiana e spiega come è stato possibile identificare la galassia nana, satellite della via lattea composta quasi esclusivamente di materia oscura.
La Via Lattea ha una compagna oscura: una piccola galassia nella quale domina la materia misteriosa e invisibile, che come è noto occupa secondo le più attuali stime, il 25% del cosmo. Annunciato su Nature, il risultato si deve a un gruppo di ricerca coordinato dall'astrofisica italiana Simona Vegetti, che lavora negli Stati Uniti, presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit). Situata a circa 10 miliardi di anni luce dalla Terra, e' una galassia nana e satellite di un'altra. "Per diversi motivi - spiega Simona Vegetti - questa galassia non e' riuscita a formare molte stelle, e quindi e' rimasta oscura".
I ricercatori sono riusciti a individuarla grazie alla tecnica della lente gravitazionale, ossia sfruttando il fenomeno che si verifica quando la luce di una stella lontana viene deviata e focalizzata dal campo gravitazionale della stella piu' vicina, trasformandosi in una vera e propria lente che ingrandisce gli oggetti in secondo piano.
Si ritiene che galassie come la Via Lattea si formino nel corso di miliardi di anni attraverso l'unione di molte galassie piu' piccole. Per questa ragione si pensa che dovrebbero esserci molte galassie nane intorno alla Via Lattea, ma finora sono state osservate soltanto poche galassie di questo tipo. I modelli suggeriscono che la Via Lattea dovrebbe avere circa 10.000 galassie satelliti, delle quali finora ne sono state osservate appena 30.
Questo fa ipotizzare che molte di esse o abbiano pochissime stelle, o siano composte quasi esclusivamente di materia oscura. Impossibile da osservare direttamente con gli attuali strumenti perche' le particelle che la compongono non assorbono o emettono luce, la materia oscura e' teorizzata dagli effetti gravitazionali che ha sulla materia visibile, un fenomeno che suggerisce che l'universo abbia molta piu' massa di quella che si vede.
Secondo gli esperti la galassia nana appena scoperta potrebbe dimostrare che anche la Via Lattea ha satelliti di questo tipo e per tale ragione difficili da individuare. Secondo Vegetti la difficolta' nel rilevare queste galassie satelliti dovrebbe esser dovuta o al fatto che molte di esse "sono fatte di materia oscura, che le rende elusive da rilevare", oppure potrebbe "esserci un problema con gli attuali modelli di formazione delle galassie".
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