Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza
Lanciato un pallone stratosferico nell'atmosfera che dovrebbe raccogliere l' "impronta" dell'universo primordiale.
Parte dall'Artico un esperimento italiano a caccia dei segreti del Big Bang, l'esplosione dalla quale e' nato l'universo.
Per la prima volta sono stati lanciati con successo, nella notte artica, palloni stratosferici destinati a sperimentare strumenti che rilevano "l'impronta" dell'universo primordiale nelle tracce delle prime radiazioni emesse.
Il progetto, nato dalla cooperazione tra universita' di Roma La Sapienza di Roma e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), rappresenta un passo importante per la missione Large Scale Polarization Explorer (Lspe), progettata dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) per studiare la nascita dell'Universo.
"Siamo riusciti per la prima volta a far funzionare le nostre strumentazioni nelle difficili condizioni della notte artica", ha spiegato all'ANSA Paolo De Bernardis, docente di astrofisica alla Sapienza e tra i massimi esperti nello studio della radiazione fossile che conserva le tracce della nascita dell'Universo.
"Con temperature al di sotto degli 80 gradi sotto zero e assenza di pannelli fotovoltaici in grado di fornire energia, risulta molto difficile far funzionare gli strumenti", ha proseguito De Bernardis.
L'esperimento condotto nelle Isole Svalbard, nel circolo polare artico, e' un passo importante per i prossimi passi di Lspe per la realizzazione di un'immagine ad altissima definizione del fondo cosmico, un 'impronta' dei primi attimi dell'evoluzione dell'universo, pochi istanti dopo il Big Bang.
Il pallone stratosferico e' stato lanciato dalla basa dalla base "Dirigibile Italia" del Cnr, che si trova nelle isola Svalbard, a Ny-Alesund: una struttura "inaugurata nel 1997 e aperta tutto l'anno, con una superficie di 330 metri quadrati tra laboratori, uffici e alloggi e in grado di ospitare fino a 7 persone", ha spiegato Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento terra e ambiente del Cnr.
L'utilizzo di palloni stratosferici e' una tecnica che permette di realizzare esperimenti scientifici nello spazio vicino (a 40 chilometri di quota) in modo relativamente economico; in particolare i voli nella notte artica sono potenzialmente importanti per gli esperimenti che richiedono bassissime temperature ed assenza di illuminazione solare per lunghi periodi, come quelli di astrofisica, cosmologia, geofisica e fisica dell'atmosfera.
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