Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza
grazie alla tecnologia e all'esperienza di una società americana specializzata nel recupero di relitti, il Victory, affondato nella Manica nel 1744 dovrebbe presto tornare alla luce col suo tesoro.
Proprio ora che si parla molto del tesoro della Costa Concordia che rischia di inabissarsi in fondo al mare, si torna a parlare di un altro relitto che da quasi 300 anni riposa indisturbato sui fondali del canale della Manica.
Ora, grazie alla tecnologia e all'esperienza della Odyssey Marine Exploration, societa' americana specializzata nel recupero di relitti, la prima HMS Victory, l'ammiraglia della Royal Navy ai tempi della guerra per la successione al trono austriaco, risorgera' presto dai fondali.
E con se' potrebbe portare un tesoro da mezzo miliardo di sterline. In tempi di drammatici naufragi e' una buona notizia che viene dal mare.
L'impresa sara' resa possibile dalla collaborazione tra la Maritime Heritage Foundation - la fondazione istituita da Lord Lingfield, discendente dell'ammiraglio Sir John Balchin, al timone della Victory quell'ottobre del 1744 - e la Odyssey, che ha individuato il relitto gia' nel 2008. A 'fluidificare' il tutto ci sta pensando il ministero della Difesa britannico.
"Contiamo di dare un annuncio a breve", ha detto un portavoce al Guardian. L'accordo insomma e' ormai in dirittura d'arrivo. Stando a quanto scrive il Sunday Times, infatti, i cannoni e altri manufatti recuperati dal relitto "verranno esposti nei musei britannici"; l'oro, se ci sara', andra' invece alla Odyssey. Le leggi del mare d'altra parte parlano chiaro: chi trova tiene. La Odyssey lo sa e da tempo ha messo in piedi un lucroso business.
Andare a caccia di tesori rende. In questo caso il premio potrebbe ammontare a 500 milioni di sterline in monete d'oro. Ovvero - dice la leggenda - il 'tesoro' dei mercanti di Lisbona affidato all'ammiraglia britannica dopo l'embargo imposto dai francesi (embargo spezzato proprio da Balchin). Peccato che nel suo viaggio di ritorno la Victory si sia inabissata al largo delle coste di Alderney portandosi dietro 1000 marinai. "Io non sono un diretto discendente di Sir John", ha spiegato al domenicale Lord Lingfield. "Quindi non ho nessun interesse al recupero delle ricchezze.
In compenso avremo il privilegio di risolvere un grande mistero; un mistero che fa parte della mia famiglia sin dal Diciottesimo secolo".
Oltre all'esistenza o meno del tesoro, infatti, c'e' anche da capire il perche' del naufragio della Victory, vera e propria fortezza del mare che precedette il vascello passato alla storia grazie alle gesta di Orazio Nelson. A colare a picco l'ammiraglia pere essere stato un design troppo azzardato piu' che i pericolosi scogli della Bretagna. Ma si vedra'.
Il relitto, se tutto va bene, iniziera' a 'parlare' nell'arco del 2012. I 100 cannoni di bronzo caricati a bordo, alcuni dei quali pesanti oltre 4 tonnellate, verranno recuperati con l'aiuto di uno speciale robot. Anche loro valgono una bella somma: tra le 50 e le 100mila sterline l'uno. Le ossa dei morti, se verranno scovate, saranno invece lasciate li' dove stanno: e' passato troppo tempo, quella ora e' la loro casa. Cosi' come vuole il mare.
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