Ricostruito il volto della mummia di Wehem-ef-Ank

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Wehem ef An, "colui che tornò in vita", visse intorno al 100 a.C., era un uomo di circa 40 anni, e ora i tecnici del 'Mummy project' hanno ricostruito il suo vero volto.

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Da oggi la mummia Wehem-ef-Ank, letteralmente ‘colui che torna in vita’, ha un volto.

La riproduzione in gesso della testa della mummia custodita nel Museo archeologico di Asti, e’ stata presentata questa mattina per la prima volta all’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Oltre alla ricostruzione del volto, fedele al 95% secondo gli esperti, e’ stato possibile ricostruire molto del suo aspetto e abitudini di vita.

Quando e’ morto, tra il 400 e il 100 a.C., Wehem-ef-An era un uomo di circa 40 anni, eta’ elevata per l’epoca, era alto tra i 173 e i 178 cm e pesava circa 70 kg.

Sul corpo mummificato di Wehem-ef-Ankh gli esami non hanno rilevato nessuna carenza nutrizionale e nessuna familiarita’ con sostanze stupefacenti o oppiacei che si consumavano anche all’epoca.

Dopo due anni di approfondite indagini mediche e investigative, sono emersi diversi particolari che hanno permesso di creare una sorta di carta d’identita’ dell’uomo vissuto oltre 2.000 anni fa.

Un risultato di estrema importanza per il ‘Mummy Project’, il centro di ricerche che si occupa dello studio di reperti organici attraverso analisi effettuate con le piu’ avanzate tecniche scientifiche. Stressava gli arti inferiori, era un uomo che lavorava, forse un raccoglitore o un bracciante.

Non era certamente un sacerdote. Il “trafugatore” del sarcofago di Ankhpahered aveva diversi acciacchi, rughe e segni d’espressione, tutti riportati sulla riproduzione in gesso del volto.

L’ipotesi piu’ probabile e’ che qualcuno abbia sottratto per lui quel sarcofago destinato al sacerdote. Per le credenze nell’Egitto di quei tempi, l’accesso alla vita nell’Oltretomba non sarebbe stato possibile senza una sepoltura degna. E’ stato questo, con ogni probabilita’, il motivo del trafugamento.

fonte AGI

“Mi piace pensare che fosse un raccoglitore di fiori di loto - dice Sabina Malgora, direttrice del Mummy Project - lo abbiamo chiamato Wehem-ef-Ank, ‘colui che torna a vivere’”. La ricostruzione del volto e’ stata effettuata da Jonathan Elias, direttore dell’Amsc (Akhmim mummy studies consortium), sulla base di scansioni di tomografie effettuate su mummie egizie.

“I dati raccolti con la Tac sono stati elaborati attraverso un procedimento sofisticato che ha permesso di stampare il cranio in 3D in dimensioni reali, dal quale e’ iniziata la ricostruzione del volto”, ha sottolineato Luca Bernardo, direttore del ‘Mummy Project’.

Luciano Bresciani, assessore alla Sanita’ della Regione Lombardia, scherza: “Siamo nel guinness dei primati per un’attesa di 3.000 anni per un esame endoscopico non urgente, le analisi svolte sulla mummia hanno permesso di conoscere meglio la storia della medicina, servendosi delle moderne conoscenze forensi, tecniche e tossicologiche che dimostrano i risultati del sistema lombardo anche in questo campo”.

fonte AGI

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