Rischia di chiudere il programma SETI per la ricerca di intelligenze extraterrestri

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Il sistema SETI creato nel 1984 e dal 2007 dotato di un sofisticato sistema di radio telescopi in grado di 'dare la caccia' a intelligenze extraterrestri dovrà forse chiudere a causa di una cronica mancanza di fondi.

Dopo oltre tre decenni dedicati alla ricerca di segnali di vita extraterrestre, Jill Tarter, l’astronoma e visionaria americana impersonata al cinema da Jodie Foster nel film “Contact”, ha dovuto ammetterlo: finora, non c’e’ stato nessuno contatto con gli Ufo.

Un’ammissione che pero’ non e’ certo una resa. La 68enne Tarter rimane convinta che nel cosmo, tra miliardi di stelle e galassie, ci siano forme di vita intelligente i cui segnali, prima o poi verranno intercettati da noi terrestri .

Eppure, il Centro ‘Seti’ (Search for Extraterrestrial Intelligence) che la Tarter ha contribuito a fondare nel 1984, si trova in serie difficolta’ finanziarie. Per questo l’astronoma ha deciso di abbandonare il ruolo di direttore del Centro, carica che da sempre ricopriva, per dedicarsi alla raccolta di fondi necessari per proseguire le attivita’ di Seti.

“La ricerca e’ oggi piu’ che mai ben avviata, ma il Centro sta attraversando difficolta’ finanziarie e ha bisogno che qualcuno si dedichi a tempo pieno alla ricerca di fondi”, ha spiegato la scienziata.

La Tarter ha anche ricordato come all’epoca della fondazione di Seti, “avevamo in mente due obiettivi: cercare intelligenze extraterrestri e creare un centro dove la ricerca potesse continuare in futuro, con l’aumentare delle nostre tecnologie, conoscenze e capacita’ di computazione”.

La gravita’ della situazione finanziaria di Seti si e’ resa evidente lo scorso anno. Il Centro, insieme alla Universita’ di California a Berkeley gestisce un sofisticato sistema di radio telescopi, costruito grazie ai 30 milioni di dollari donati dal co-fondatore di Microsoft, Paul Allen, e da altri benefattori della Silicon Valley.

Il sistema entro’ in funzione nel 2007 e per la Tarter e gli altri fondatori di Seti si tratto’ della realizzazione di un sogno. Tra i progetti avviati dalla Tarter,vi fu anche quello denominato Seti@home, in cui migliaia di possessori di personal computer in tutto il mondo vengono coinvolti nell’elaborazione dei dati provenienti da Seti.

Un gigantesco network di ‘volontari’ che ha contribuito alla realizzazione di alcuni progetti di ricerca nelle scuole Usa, ai quali hanno partecipato anche la Nasa e la National Science Foundation.

Purtroppo, lo scorso anno, le 42 antenne parabolari che compongono il sistema e che incessantemente ‘ascoltano’ i segnali radio provenienti dalle stelle nella speranza di captarne uno prodotto da una forma di vita intelligente, sono rimasti spenti per sei mesi.

Seti non disponeva piu’ dei 3 milioni di dollari all’anno necessari per garantire l’operativita’ del sistema. Dopo lo stop, le attivita’ sono riprese, grazie anche ai finanziamenti che sono giunti dall’Air Force Usa, interessata all’impiego del radiotelescopio di Seti per individuare i satelliti e i detriti spaziali che orbitano attorno alla Terra.

fonte adnkronos

Ora, con l’impegno diretto della Tarter nella raccolta di finanziamenti, si spera di riuscire a far fronte ai tagli dei finanziamenti da parte dell’Universita’ e al calo di donazioni private e ripartire con nuovo slancio. “Se durante la mia carriera non riusciremo a rilevare alcun segnale dallo spazio, ne saro’ delusa, ma manterro’ il mio ottimismo, prima o poi -ha detto la Tarter- capteremo qualcosa”.

fonte adnkronos

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  • nickname Commento numero 1 su Rischia di chiudere il programma SETI per la ricerca di intelligenze extraterrestri

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    bè sarebbe oltremodo miope e arrogante da parte della scienziata o di chiunque altro pretendere che \"qualcosa succeda\" prima che vada in pensione.. le scale degli eventi cosmici e di eventuali incontri ravvicinati sono un tantino maggiori della sua aspettativa di vita.. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Rischia di chiudere il programma SETI per la ricerca di intelligenze extraterrestri

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    Ma l\'aspettativa di vita e\' aumentata, lo dice Monti! Ah, lei non e\' italiana, fortuna sua (se fosse italiana la ricerca SETI sarebbe stata interrotta da tempo. insieme a \"tagli\" su cose piu\' utili come la scuola, la sanita\'....). Il problema e\' un altro, a mio avviso: il SETI non va bene, perche\' dovrebbe \"beccare\" una civilta\' che sia \"al nostro livello\"-perche\' le loro antenne trasmettano segnali captabili dalle nostre antenne...una civilta\' molto piu\' avanzata manderebbe segnali magari non leggibili dai nostri sistemi, una civilta\' a livello di 1700 o di antica roma non userebbe certo le  onde radio. Su mille ipotetiche civilta\', forse una, due sarebbero \"al nostro livello\", una finestra sottilissima, difficile da \"centrare\". Non lo penso io, ma Carlo Rubbia e Margherita Hack (\"e\' molto difficile perche\' il SETI potrebbe captare segnali da una civilta\' che non sia ne\' troppo evoluta ne\' troppo indietro a noi, e trovare una finestra....\". Un altro astronomo disse: \"rumori di fondo\", eventuali segnali indeboliti da anni luce di distanza (mezzo interstellare, campi elettromagnetici....) e percepire \"un segnale intelligente\" e\' difficile come cercare di udire un bisbiglio in un campo di calcio pieno di spettatori che urlano, parlano....\". \"Mancanza di fondi\"....sicuramente si\', ma e\' il SETI a non essere adatto, e difficilmente si scoprirebbe qualcosa, pure se i soldi ci fossero. Ciao. Marghian Scritto il Date —