Stonehenge aveva l'acustica di una cattedrale

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Secondo i ricercatori, lo spazio circoscritto dal celebre sito reagisce all'attività acustica in un modo che doveva risultare assolutamente nuovo per le persone che vivevano nel Neolitico.

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Per gli uomini del Neolitico passeggiare a Stonehenge era una esperienza “acustica” pari a quella avvertita quando si cammina lungo una cattedrale.

E’ la teoria di un team di ricercatori dell’Universita’ di Salford che ha trascorso quattro anni a studiare le proprieta’ acustiche dello storico sito per aggiungere dettagli che possano svelare il mistero della antica costruzione.

Lo spazio, ha spiegato Bruno Fazenda autore dell’indagine, “reagisce all’attivita’ acustica in un modo che doveva apparire incredibilmente nuovo alle persone che vivevano 5mila anni fa: ricche vibrazioni e ampi riverberi che provocavano un suono inedito e impossibile da ascoltare altrove”.

Generando un suono nel sito, rimbalza e cresce: “Non provoca un’eco ma un effetto riverbero di un secondo, simile a quello che si avverte nelle cattedrali - ha continuato lo scienziato - per l’uomo del neolitico doveva essere un’esperienza non solo sonora ma soprattutto religiosa”.

FONTE AGI

La ricerca, come spiega il Daily Mail, ha portato alla costruzione di una simulazione audio in 3D che permette, usando un sistema di 64 canali sonori e voci, di sviluppare un’accurata e coinvolgente riproposizione di come Stonhenge “suonava”.

FONTE AGI

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