Dagli UFO al Large Hadron Collider - I misteri della natura e della scienza
La scoperta è di importanza fondamentale perché l'immagazzinamento della memoria dei potentissimi computers nei diamanti permetterebbe di realizzare operazioni non più a temperature bassissime ma a temperature ambiente.

La memoria dei futuri computer quantistici puo' essere immagazzinata nei diamanti: il risultato e' un passo da gigante verso la realizzazione di queste potenti macchine da calcolo, perche' operazioni che finora potevano essere effettuate solo a temperature bassissime, risultando molto difficili e costose, diventano ora possibili a temperatura ambiente.
Lo dimostra uno studio coordinato dall'universita' di Harvard e pubblicato su Science.
I computer quantistici si basano su unita' di informazione chiamate quantum bit o qubit. Memorizzati su atomi o molecole, i qubit possono assumere piu' di due stati: non solo 0 e 1 come i bit, le unita' dei computer tradizionali, ma anche stati intermedi e indeterminati diversi da 0 e 1.
Questo accade perche' la meccanica quantistica prevede che un atomo o una molecola possano esistere contemporaneamente in piu' stati. Uno degli ostacoli piu' grossi alla realizzazione dei computer quantistici rimane la 'salute' piuttosto cagionevole degli stessi qubit. Queste unita' di informazione hanno infatti vita breve, e per funzionare devono essere mantenute a temperature bassissime, cosa che rende molto difficile l'immagazzinamento e la manipolazione delle informazioni.
"A temperatura ambiente l'informazione del qubit si degrada molto rapidamente, in un tempo compreso fra un miliardesimo e un centomillesimo di secondo, a causa delle collisioni a cui va incontro la particella che la trasporta", spiega Francesco De Martini, professore di informazione quantistica all'universita' Sapienza di Roma. "In questo esperimento, invece, i ricercatori sono riusciti per la prima volta a prolungare la vita dell'informazione fino a un secondo. Per farlo - spiega l'esperto - hanno usato il cristallo di un diamante con un'imperfezione creata con un impulso laser, ovvero una particolare struttura atomica su cui e' stata immagazzinata l'informazione". Per De Martini "si tratta di un progresso notevole, un importante passo avanti verso un traguardo che pero' pare sempre piu' irraggiungibile: per realizzare davvero un computer quantistico - conclude - bisogna ancora superare centinaia di altri ostacoli simili a questo".
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