Da una mummia il più antico codice genetico del virus dell'epatite B

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Il lavoro è pubblicato sulla rivista "Hepatology" ed è stato possibile grazie al corpo mummificato di un bambino coreano del XVI secolo, la scoperta servirà a far luce sulla storia "genetica" della malattia.

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La scoperta di un bambino mummificato coreano dagli organi relativamente conservati nel sedicesimo secolo ha permesso di ricostruire l’antico codice genetico del virus dell’Epatite B.

Il rilevamento e’ stato effettuato da un team internazionale di studiosi israeliani e sudcoreani.

I ricercatori hanno analizzato il tessuto epatico della mummia attraverso una biopsia che ha mostrato l’unico genotipo C2 del virus dell’Epatite B comune nell’Asia del Sud-Est.

L’indagine fara’ luce sull’evoluzione dell’epatite cronica e aiutera’ a comprenderne la diffusione dall’Africa all’Asia Orientale.

La ricostruzione dell’antico codice genetico del virus ha offerto il piu’ antico genoma virale completo della letteratura scientifica sinora.

Il lavoro e’ stato descritto sulla rivista ‘Hepathology’ ed e’ stato promosso dall’Universita’ ebraica di Gerusalemme e dalla Seoul National University in Corea del Sud.

fonte AGI

Il test del carbonio 14 suggerisce che la mummia del ragazzo risale al sedicesimo secolo, vissuto durante la Dinastia Joseon.

Il piu’ antico genoma dell’epative virale B, stando agli esami, si crede risalga a un periodo che va dai tremila ai 100mila anni fa.

fonte AGI

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