La 'morte nera' colpisce: 3000 casi all'anno nel mondo

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Il batterio più famigerato della storia che nel XIV secolo decimò la popolazione europea torna a farsi vivo negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, e un vaccino ancora non esiste.

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Sono da mille a 3 mila ogni anno, secondo l’Organizzazione mondiale della sanita’, i casi di peste che ancora si contano nel mondo.

L’infezione causata dal batterio Yersinia pestis - tornata oggi sotto i riflettori della cronaca per il caso di un uomo che negli Usa, in Oregon, sembrerebbe averla contratta cercando di salvare un topo dall’attacco di un gatto - oggi colpisce soprattutto tra Africa, Asia e Sudamerica.

Considerata assente in Europa e in Australia, negli Stati Uniti fa registrare 10-15 casi all’anno soprattutto in due zone: l’area New Mexico, nord Arizona e sud Colorado, e l’area California, sud dell’Oregon e Nevada occidentale.

Il batterio piu’ famigerato della storia, agente della ‘morte nera’ che nel XIV Secolo decimo’ la popolazione del Vecchio continente, viaggia in genere nelle pulci parassiti di roditori (ratti e alcune specie di scoiattoli) e cani della prateria, che in qualche caso possono pero’ infestare anche animali domestici, gatti inclusi.

E poiche’ in queste specie i tassi di mortalita’ da peste non sono alti, gli animali contagiati si trasformano in serbatoi infettivi, possibili ‘untori’. Come riporta ‘Epicentro’, il portale di epidemiologia a cura dell’Istituto superiore di sanita’, la peste si manifesta principalmente in 3 forme diverse, a volte compresenti: peste polmonare (il batterio infetta i polmoni e la malattia puo’ trasmettersi da persona a persona per via aerea, un po’ come influenza o raffreddore); peste bubbonica (la piu’ comune e non trasmissibile da persona a persona, porta gonfiore alle ghiandole linfatiche seguito da febbre, mal di testa, brividi e debolezza); peste setticemica (l’infezione contamina il sangue, provocando febbre, brividi, dolore addominale e shock, ma la variante non si trasmette da persona a persona).

Un vaccino anti-peste non e’ disponibile per cui l’infezione non puo’ essere prevenuta.

fonte adnkronos

Oggi tuttavia si puo’ curare grazie agli antibiotici (streptomicina, gentamicina, tetracicline, cloramfenicolo), ma per una prognosi a lieto fine i farmaci vanno somministrati entro le prime 24 ore dai sintomi.

Per sicurezza, i Cdc di Atlanta raccomandano la somministrazione precauzionale per 7 giorni anche ai possibili contatti del malato.

fonte adnkronos

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