Al via la spedizione di ricerche per trovare il relitto dell'aereo di Amelia Earheart

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La spedizione da due milioni di dollari proverà dopo 75 anni a risolvere il mistero della sparizione dell'aereo di Amelia Earheart e si concentreranno nella repubblica di Kiribati in Oceania dove esisterebbero molti indizi di quel disastro aereo.

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Nel 1937, venivano inghiottiti dal Pacifico l’aviatrice americana Amelia Earhart e il so aereo.

Fu la prima donna a compiere in solitario la trasvolata dell’ Atlantico, e i suoi resti e quelli della sua sfortunata ultima impresa non furono mai ritrovati.

Oggi, a 75 anni di distanza, e’ partita una spedizione con la speranza di ritrovare almeno il relitto del velivolo.

Si tratta di una spedizione da due milioni di dollari, che si concentrerara’ su una zona al largo delle coste dell’arcipelago delle Hawaii, dove si ipotizza si sia inabissato il ‘Lookheed Electra’ sul quale viaggiavano la Earhart e il suo navigatore Fred Noonan.

I due scomparvero nel nulla il 2 luglio 1937, mentre erano in volo dalla Nuova Guinea all’isola di Howland.

Amelia si era imbarcata nell’avventura con la speranza di conquistare il primato di essere la prima donna a compiere tentare il giro del mondo in aereo.

All’epoca le ricerche non portarono ad alcun esito e da allora e’ regnato il mistero totale sulla sorte dei due aviatori.

Le nuove ricerche sono partire sotto la bandiera dell’ ‘International Group for Historic Aircraft Recovery’.

I ricercatori percorreranno in nave circa tremila km da Honolulu, capitale delle Hawaii, a Nikumaroro nella Repubblica di Kiribati, in Oceania, dove si crede che l’aereo possa essere precipitato e dove Amelia, secondo alcune terorie, sarebbe riuscita a sopravvivere per mesi. Secondo Richard Gillespie, direttore del gruppo ‘Tighar’, e’ probabile che l’aereo sia stato spazzato via dalle onde alcuni giorni dopo l’atterraggio della coppia sull’atollo di Nikumoro, appartenente a Kiribati e a quasi 700 km a sud dell’isola di Howland, verso cui erano diretti.

La Earhart e il suo navigatore sarebbero invece sopravvissuti da naufraghi per un periodo imprecisato prima di perire in circostanze avverse. Un’ipotesi avvalorata dal fatto che tra gli oggetti ritrovati c’e’ cio’ che puo’ somigliare ad un vasetto di un’allora popolare crema anti lentiggini.

La donna infatti aveva il viso pieno di macchie tipiche di chi ha i capelli rossi. Sono stati ritrovati inoltre un coltellino dello stesso tipo di quello posseduto dalla Earhart e resti di lische di pesce e ossa di uccelli che lasciano intuire il tentativo di un occidentale di sopravvivere.

fonte ANSA

“Ci sono indicazioni - ha spiegato Gillespie - sul lasso di tempo che sia potuta sopravvivere. In base alla quantita’ di ossa, forse diverse settimane o addirittura mesi. Questi elementi erano del tutto sconosciuti finora”. La vicenda della Earhart ha appassionato anche Hillary Clinton. All’inizio dell’anno, il segretario di Stato ha deciso infatti di finanziare parte delle ricerche per il recupero dell’aereo. La Clinton ha lodato la donna come esempio di pionierismo per tutte le altre e come modello del coraggio americano.

fonte ANSA

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