I Vulcani Italiani: dove sono, quanto fanno paura.

 
Nel mondo sono circa 500 i vulcani attivi sulle terre emerse, ma ancora non si ha una statistica precisa sul numero di quelli attivi subacquei.
 
Quelli attivi sono concentrati nelle aree dove entrano in contatto le placche in cui è suddivisa la litosfera, la parte più esterna e rigida della Terra. L'area del mondo più ricca di vulcani attivi è quella che circonda l'Oceano Pacifico, chiamata 'cintura di fuoco'.
 
Concentrazioni di vulcani si trovano nel Mediterraneo e in particolare in Italia, dove ai margini del Mar Tirreno e del Mar Ionio si trovano 5 vulcani attivi. Il Vesuvio a sud di Napoli; i Campi Flegrei a nord di Napoli, l'Etna a nord di Catania, lo Stromboli nella più settentrionale delle isole Eolie; Vulcano nella la più meridionale delle Eolie, nel messinese.
 
ETNA -  E' il vulcano più noto di tutta Italia e il più grande d'Europa. Si trova in provincia di Catania, con oltre 3mila metri d'altezza. La sua attività effusiva dalla fessura apertasi il 13 maggio 2008 prosegue sull'alto fianco orientale ancora oggi. La fessura, presente tra circa 3mila e 2.700 metri di quota, è stata interessata da un degassamento più o meno continuo ma localizzato in alcune sue porzioni, secondo l'ultimo bollettino del centro di monitoraggio.
 
Le sue eruzioni più note sono quella del 1614, quella del 1969 in cui la lava raggiunse Catania distruggendo i paesi circostanti, nel 1928 in cui fu distrutta Mascali, nel 1971, nel 1981 che interessò la ferrovia e il centro di Randazzo, quella del 1991 con circa 473 giorni di attività`, nel 1992 a Zafferana; in periodi più recenti si ricordano quelle del 2002 con la distruzione di Piano Provenzana e i danni a Acireale, Santa Venerina, Giarre; nel novembre 2007 una spettacolare eruzione portò le polveri e la cenere su Messina.
 

VESUVIO - Alto circa 1.280 metri. Domina il golfo di Napoli. E sebbene sembri dormire di un sonno profondo, dopo l'ultima eruzione del 1944, è considerato il più pericoloso dei vulcani attivi italiani, anche perchè alle sue pendici vivono ormai oltre 700 mila abitanti distribuiti in 19 paesi. Le sue eruzioni più temute sono quelle caratterizzate da attività esplosiva, con lanci di scorie, scorrimento di flussi piroclastici, veri e propri torrenti di gas e materiali ad alta temperatura, e colate di fango. Oltre a quella storicamente più famosa del 79 dopo Cristo, che distrusse Ercolano e Pompei, ebbe caratteristiche analoghe anche l'eruzione esplosiva del 1631, anche se di più modesta entità. L'eruzione del 1906 rappresenta la manifestazione più violenta dell'attività del Vesuvio nel corso del 1900. Quella del 1944, eruzione 'terminale', esplosiva e effusiva, è stata l'ultima in ordine di tempo e ha ostruito il condotto del vulcano. Dai 700 terremoti registrati nel 1999 si è passati a circa 80 del primo semestre 2007, con sismi di magnitudo che raramente risultano maggiori di 3.0. Oltre 250 quelli registrati nel 2006, meno di 200 nel 2005 e 2004. Il vulcano è ora in quiescenza e caratterizzato da un sistema idrotermale che alimenta un campo di fumarole all'interno del cratere. I primi monitoraggi risalgono alla seconda metà dell'800 ma un moderno sistema di monitoraggio è iniziato negli anni settanta, con le prime stazioni sismiche della rete permanente. Tre le grandi eruzioni: quella delle Pomici di Mercato (avvenuta 8mila anni fa), l'eruzione delle Pomici di Avellino (3.800 anni fa) e l'eruzione di Pompei (nel 79 d.C.).
 
STROMBOLI - Stromboli è considerato uno dei vulcani più attivi del mondo ed è caratterizzato da persistente attività esplosiva, chiamata appunto stromboliana, interrotta soltanto da episodi occasionali di attività più intensa, accompagnata da flussi di lava, come di recente si è verificato nel 1975, nel 1985, nel 2003 e nel 2007. Il vulcano ha oltre 100mila anni. Il fianco nord-ovest è la Sciara del Fuoco, una vasta depressione la cui formazione è attribuita a un crollo che si sarebbe verificato più di 5mila anni fa. La Sciara si estende al di sotto del livello del mare fino una profondità` di circa 1700 metri. Il 27 febbraio 2007 a Stromboli è iniziata una nuova fase effusiva che ha dato luogo ad un modesta colata di lava lungo il versante della Sciara. Dalla fine gennaio 2007 anche l'ampiezza del tremore sismico ha subito un progressivo incremento.
 
VULCANO - Isola delle Eolie, nel messinese, Vulcano, la cui attività ha oltre 120mila anni, ha avuto l'ultima eruzione nel 1888-1890. Oggi restano della antica attività le fumarole, con emissione di gas e vapori.
 
CAMPI FLEGREI - L'area vulcanica dei Campi Flegrei è stata sempre caratterizzata da intensi fenomeni deformativi, con forti variazioni del livello del suolo. Le manifestazioni più recenti di questi fenomeni sono rappresentate dalle due crisi di bradisismo del '70-'72 e del '82-'84, durante le quali si è verificato un sollevamento massimo complessivo di oltre 3 metri. In occasione di queste crisi si è avuta una intensa attività sismica. In particolare l'ultima crisi è stata accompagnata da oltre 10mila terremoti, spesso in sciami. In questi periodi di rapida deformazione del suolo si è osservato anche un incremento dell'attività idrotermale nella zona della Solfatara, in cui si trova un esteso campo di fumarole. Dopo il 1984 il suolo dei Campi Flegrei ha ripreso il processo di abbassamento che lo caratterizza. Dal 2004, l'area mostra un trend in leggero sollevamento. Intenso il fenomeno bradisismico. Tra il 1970-72 e il 1982-84 gli abitanti dell'area flegrea, e di Pozzuoli, sono stati testimoni e vittime di un sollevamento del suolo che, in pochi mesi, ha portato a un livello di circa 3.5 metri più alto.
 
ISCHIA - Ultima eruzione nel 1302. Il sistema di sorveglianza dell'Osservatorio Vesuviano non evidenzia variazioni significative nello stato di attività. A Ischia sono installati strumenti per il monitoraggio continuo della sismicità e delle deformazioni del suolo. Le emissioni di gas sono monitorate con campionamenti periodici. Si effettuano campagne per la misura di particolari parametri geofisici e geochimici. I dati prodotti dagli strumenti in continuo e dalle campagne di misura sono analizzati da sistemi automatici e controllati dai ricercatori dei diversi settori. In passato sull'isola si sono verificati forti terremoti che hanno provocato danni. In particolare, gli eventi sismici del 1881 e 1883 ebbero effetti disastrosi. Il terremoto del 4 marzo 1881 provocò gravi danni a Casamicciola e a Lacco Ameno e fu avvertito anche in altre zone. Il terremoto del 28 luglio 1883 fu l'evento più catastrofico avvenuto sull'isola negli ultimi secoli. Il sisma distrusse gran parte della cittadina di Casamicciola e fu distintamente avvertito in tutta l'isola con particolare intensità a Lacco Ameno e Forio. Questo terremoto, avvertito anche a Napoli, fu seguito da numerose repliche.
 
LIPARI - E' in quiescenza. Nella più grande delle isole Eolie, l'ultima eruzione è avvenuta nel 729, sul monte Pelato, l'ultimo dei vulcani attivi delle isole. Sono presenti oggi fumarole, solfatare e sorgenti.
 
ISOLA FERDINANDEA - Nata dopo un'eruzione del 1831. Si trova tra la Sicilia e Pantelleria. L'isolotto è stato eroso dalle onde. La sua cima è a 6 metri sotto il livello del mare. Un terremoto è stato registrato nella zona nel 2002. PANTELLERIA - La sua ultima eruzione risale al 1891 per opera del vulcano Foerstner. E' oggi caratterizzata da attività di vulcanismo cosiddetto secondario: con emissione di gas e anidride carbonica, e sorgenti termali.
 
VULCANI INATTIVI O ESTINTI - Gli studiosi considerano attivi non solo i vulcani che eruttano in continuazione, come lo Stromboli, oppure a intermittenza come l'Etna, ma anche quei vulcani che pur non manifestando attività da decenni o secoli potrebbero riprenderla. Sono considerati estinti i vulcani che non hanno mai eruttato in periodo storico e che, secondo le indagini geologiche e geofisiche, non dovrebbero mai più rientrare in attività. In Italia fra i vulcani estinti ci sono quelli dei Monti Vulsini, il cui cratere principale è oggi trasformato in una depressione riempita dalle acque del Lago di Bolsena, in provincia di Viterbo. Un'altra area vulcanica laziale è rappresentata dai Colli Albani, ultima eruzione 11.400 anni fa. Sono vulcani inattivi il vulcano di Roccamonfina, a nord del M.te Massico, all'interno della depressione del Garigliano, all'estremità nord-occidentale della Campania. Il magmatismo di quest'area si è protratto per un periodo di tempo compreso tra 630mila e 50mila anni fa. Le isole di Procida e Vivara, all'estremit` nord-occidentale del Golfo di Napoli, tra Ischia e il Monte di Procida (Campi Flegrei), si sviluppano su un basso fondale (circa 20 metri), costituiscono un campo vulcanico caratterizzato dalla presenza di almeno sette centri eruttivi, che hanno dato essenzialmente eruzioni esplosive. L'attività vulcanica nell'area è cominciata circa 50mila anni fa, e si è protratta sino a circa 19mila anni fa, sovrapponendosi in parte all'attività di Ischia e della caldera Flegrea.
 
fonte APCOM -

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