Il sogno ( o Visione ) di Costantino

Pierodellafrancescasognocostantino ... E invece...

Invece, Sogno o Visione ?

Cerchiamo allora di ricostruire la notte di quel 27 ottobre 312. (magari, detto per inciso, Bruno ci aiuterà pure a far riapparire con il suo magnifico programmino astronomico il cielo di quella notte).

Una notte che è stata già raccontata dal sublime Piero della Francesca nell'affresco qui a lato, che fa parte del memorabile ciclo "Leggenda della Vera Croce" nel Duomo di Arezzo, uno dei capolavori dell'arte di tutti i secoli.

Allora: le truppe di Costantino, provenienti dal Nord Italia, dopo numerose vittorie e la cattura del prefetto del pretorio di Massenzio, arrivano alle porte di Roma, si accampano sulla Via Flaminia, preparandosi all'idea di un lungo assedio. Tutto lascia pensare infatti che Massenzio terrà il suo esercito all'interno delle Mura Aureliane e si preparerà a resistere ad oltranza.

Invece, contro ogni previsione e spregio delle norme elementari di strategia bellica, Massenzio deciderà inspiegabilmente di affrontare l'esercito di Costantino in campo aperto, predisponendosi ad una sicura disfatta.

E' bene sottolineare che la celebre Battaglia denominata di Ponte Milvio, prese il suo nome dal luogo dove essa finì, e cioè laddove le truppe di Massenzio, costrette a ripiegare, si trovarono di fronte il fiume, trovando la morte - lo stesso Massenzio - tra i flutti del Tevere.

In realtà la Battaglia di Ponte Milvio cominciò qualche chilometro prima, sul percorso dell'attuale (e dell'antica) Via Flaminia e cioè nella zona nota come SAXA RUBRA, proseguendo poi per i restanti 7 km, più o meno, fino al Ponte.

Ma torniamo alla Visione.   Dunque, le truppe sono accampate, si aspetta solo il clangore della Battaglia.  Il giorno prima, e quindi il 27 ottobre, ecco l'evento, che ha due fonti storiche principali.

La prima, molto succinta, raccontata da Lattanzio (Sulla morte dei Persecutori, 44, 3-5). Leggiamo il brano:

Costantino fu esortato in sogno a far contrassegnare gli scudi dei suoi soldati con i segni celesti di Dio e a iniziare quindi la battaglia. Egli fece così e, girando e piegando su se stessa la punta superiore della lettera greca (X), scrisse in forma abbreviata CRISTO sugli scudi.

La seconda fonte, molto più dettagliata, è quella di Eusebio di Cesarea, biografo di Costantino (Vita di Costantino, I - 25-30). Leggiamo:

Nell'ora in cui il sole è a metà del suo cammino, quando il sole comincia appena a declinare, disse (Costantino, ndr) di aver visto con i propri occhi in pieno cielo e al di sopra del sole, il segno luminoso di una croce, unita alla quale c'era una iscrizione: "Con questa vinci". A causa di questa visione un grande sbigottimento si impadronì di lui e di tutto l'esercito, che lo seguiva nel viaggio, e che fu spettatore del miracolo. Raccontava che molta era la sua incertezza sulla natura di questa apparizione. Mentre rifletteva e pensava sull'accaduto, sopraggiunse veloce la notte. Allora gli si mostrò in sogno Cristo, figlio di Dio, con il segno che era apparso in cielo e gli ingiunse di costruire una immagine simile a quella del segno osservato in cielo e di servirsene come difesa nelle battaglie contro i nemici. Non appena spuntò l'alba, si levò e raccontò agli amici tutto l'arcano.

Le due versioni, dunque, come si vede, differiscono:  Nella prima abbiamo soltanto un sogno. Nella seconda una visione, in pieno giorno, più un sogno.

Il sogno c'è in tutte e due le versioni.  E in tutte e due le versioni c'è quel segno, che anche Piero della Francesca ha inserito nella mano dell'angelo, bellissimo particolare, che scende dall'alto del cielo, a sinistra nel dipinto. Purtroppo la qualità dell'immagine non permette di vedere bene l'indice alzato, e la piccola croce che spunta.

Ma quel che ci interessa è che dunque Costantino fu esortato (secondo il suo racconto, riferito da Eusebio, che ripetiamolo visse accanto a lui per molti e molti anni, e secondo il racconto di Lattanzio), a fornire gli scudi dei suoi uomini, di un particolare SEGNO, e cioè quel famoso LABARUM, del quale abbiamo già accennato.

Ma cos'era, esattamente questo LABARUM ? Com'era fatto ? E dove avvenne esattamente questa Visione, o questo Sogno che secondo il racconto delle fonti e della tradizione, cambiò il corso della Storia ?

Continuiamo domani...

Ciao a tutti,

Fabrizio Falconi

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