NEAR DEATH EXPERIENCE

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Si chiamano NEAR DEATH EXPERIENCE.    Sono quelle esperienze pre-morte di chi per qualche motivo - incidente o malattia - è giunto ad un passo dalla soglia, ed è tornato indietro.

Sono esperienze straordinarie, che hanno suscitato la fantasia, ma anche l'approfondimento scientifico.

In Italia le NDE sono studiate da enti pubblici e privati. Una ottima documentazione la trovate sul sito: www.cesnur.org  (il Centro di studi sulle Nuove Religioni fondato dal professor Massimo Introvigne dell'Università di Torino ), dal quale abbiamo tratto le notizie che seguono.

Di NDE si comincia a parlare nel 1975 quando lo psichiatra Raymond A. Moody usa questa definizione per indicare le esperienze pre-morte nel suo bestseller Life After Life.

In realtà Moody aveva seguito gli studi e il lavoro pionieristico della psichiatra svizzera Elisabeth Kübler-Ross (autrice dell'introduzione a Life After Life) sui pazienti terminali.

Moody usò però un campione scientifico molto più vasto, raccogliendo le testimonianze di centinaia di persone che erano state dichiarate clinicamente "morte" per qualche minuto o per qualche ora, ed erano "ritornate" alla vita, raccontando affascinanti storie di NDE.

Secondo Moody, le NDE comprendono quindici elementi; nessuna NDE li presenta tutti, ma la maggioranza ne include almeno sette:

  • l'ineffabilità, o l'estrema difficoltà di trovare parole adatte per descrivere la propria NDE;
  • il paziente "sente" i medici che annunciano la sua morte;
  • sperimenta una sensazione iniziale di grande pace e tranquillità;
  • quindi percepisce un forte rumore, qualche volta (ma non sempre) sotto forma di musica piacevole;
  • attraversa un "tunnel" buio;
  • si sente "fuori del corpo", ed è capace di guardare il suo corpo "dall'esterno";
  • incontra "altri": qualche volta spiriti sconosciuti, qualche volta persone care che lo hanno preceduto nella morte;
  • dopo gli spiriti, incontra anche un grande "Essere di Luce";
  • si vede passare di fronte, come in un attimo, tutta la sua vita;
  • quindi incontra un "confine" o limite che gli impedisce di proseguire oltre il suo viaggio;
  • ritorna alla vita (spesso con un sentimento di malinconia per non essere potuto rimanere più a lungo nell'aldilà);
  • parla della sua esperienza ad altri;
  • sperimenta profondi effetti sulla sua vita;
  • guarda in modo nuovo alla morte (libero ormai da ogni tipo di paura);
  • vede la sua esperienza confermata da altri resoconti di NDE o dall'incontro con psichiatri e altri specialisti
  • Uno dei casi più famosi di NDE riguarda il caso di Betty Jean Eadie, che aveva 31 anni, quando ebbe la sua (seconda e più importante, dal momento che ne aveva avuta un'altra da adolescente) NDE il 20 novembre 1973 in un ospedale di Seattle.  Nella foto qui sotto vediamo Betty un mese esatto dopo la sua NDE.

    Bettynde

    Il caso di Betty Eadie divenne famosissimo perchè non è semplicemente una rapida NDE, fatta di poche immagini, come avviene di solito.  E' una visita completa nell'aldilà, di cui l'autrice offre una dettagliata descrizione, di cui ha riferito in un libro subito divenuto un best-seller mondiale.

    La Eadie afferma di avere incontrato - secondo la dottrina della preesistenza - spiriti che devono ancora nascere e che si preparano a farlo lavorando per fare incontrare i loro futuri genitori. Alcuni scelgono volontariamente di nascere in famiglie povere per acquisire maggiori meriti. La Eadie si trova anche in presenza di Dio, di Gesù Cristo, di una grande "libreria" che contiene tutto il sapere dell'universo (simile alla nota "memoria akashica" dell'esoterismo) e a una sorta di consiglio di presidenza dell'aldilà composto da dodici uomini, probabilmente i dodici apostoli del Vangelo.

    Il caso di Beatty Eadie è solo uno dei moltissimi.   

    Anche io personalmente ho conosciuto una volta un uomo che mi ha fatto un racconto dettagliato di NDE - a seguito di un incidente stradale era rimasto in coma per sette giorni -  e posso assicurare che anche senza i particolari 'mitici' del racconto della Eadie, era ugualmente piuttosto scioccante.

    Domani ne riparliamo.

    Ciao a tutti,

    Fabrizio Falconi.

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